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Daniele Sparisci, inviato a Bormio

Alex Vinatzer è caduto nello slalom dopo aver fallito anche gigante e slalom: «Devo cambiare: trovare la fiducia ed essere più bastardo»

Uno sciatore si vede dal coraggio. Alex Vinatzer dopo un’Olimpiade disastrosa chiusa con l’uscita nello slalom di Bormio, non cerca scuse e ci mette la faccia: «Nevicava, non era facile ma le condizioni sono uguali per tutti». È raro trovare tanta sincerità in un alteta alle prese con il momento più difficile della sua carriera, riflessioni profonde sotto la fitta nevicata.

 Era considerato un talento tecnico, ha vinto tre medaglie mondiali, fra le quali un oro lo scorso anno nel parallelo a squadre a Saalbach. Quattro podi in Coppa del Mondo. In questa Olimpiade tutto ha girato storto per il 26enne di Selva di Val Gardena: «Non sono stato sul pezzo per tutti i Giochi e bisogna accettare di non essere stato all’altezza. Sapevamo che dovevo prendermi dei rischi per tentare di lottare  per una medaglia, ma il rischio non ha pagato. Il mio sogno olimpico si è frantumato». 



















































Quanto ha pagato la pressione, l’ansia da prestazione? «Non sono mai stato sui miei livelli, sono stati giorni sempre un po’ nervosi. Avevo tanto peso alle spalle e forse era troppo. Ci sono stati tanti vincitori, io sono stato uno dei perdenti dei questi Giochi. Posso solo ringraziare la Federazione, gli sponsor, i parenti e la mia fidanzata per avermi sostenuto».  Si dà un «voto insufficiente senza se e senza ma».

 Alex aveva fallito la combinata (dove Franzoni era in testa dopo la manche di discesa), poi era scivolato nella seconda frazione del gigante nel tentativo di recuperare, ora ha chiuso con un’altra caduta nella disciplina che lo aveva lanciato. «L’unica cosa che posso fare è cambiare qualcosa e lavorare intensamente nei prossimi quattro anni. Alle Olimpiadi contano solo le medaglie, era il mio obiettivo dall’inizio: stare qua a partecipare non era il senso di quest’avventura. Sono troppo competitivo per farmi andare bene un piazzamento». 

Non scappa di fronte alla delusione, ed è il segno di quanto sia intelligente, oltre che sensibile: «Ci sono delle cose che devo rivedere dentro di me: in primis avere più fiducia, poi devo essere più bastardo in certe situazioni:. Di sicuro con Mauro Pini (il direttore delle discipline tecniche dell’Italsci ndr) abbiamo intapreso un cammino tecnico e mentale che mi stava portando risultati in Coppa, ma è ancora molto lungo. Testa bassa e lavorare. Mi trovo meglio nel gigante, sullo slalom mi porto dietro alcuni demoni del passato».   La paura si batte affrontandola, parlandone. Vinatzer: zero medaglie, un premio speciale al coraggio di chi non scappa davanti alle proprie responsabilità. 

16 febbraio 2026 ( modifica il 16 febbraio 2026 | 12:22)