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Redazione Economia

Altro premio da 180 mila euro per la super campionessa. Premi per 4 milioni e 920 mila euro per il Comitato olimpico nazionale. La spinta alle sponsorizzazioni e il valore del brand Brignone

Sono le Olimpiadi di Federica Brignone. Che, eguagliando Alberto Tomba, vince la sua seconda medaglia d’oro, trionfando anche nel gigante femminile. E pensare che arrivava da un infortunio. «Federica-la Tigre» nella storia: a quasi 36 anni è la più anziana campionessa olimpica dello sci alpino. La seconda medaglia d’oro le raddoppia il premio Coni. Da sola vale 180 mila euro, per due fanno 360 mila euro. Secondo alcune stime indipendenti di società come McKinsey e Deloitte un oro ai giochi invernali vale circa un milione di euro considerando le entrate (e i loro incrementi) dagli sponsor. Per questo in termini di marketing questa ulteriore vittoria le vale potenzialmente altri milioni di euro nel medio-lungo periodo, grazie a sponsor, bonus e visibilità. Brignone, arruolata al Centro Sportivo Carabinieri da quando aveva 17 anni, ha deciso inoltre di registrare un suo marchio, appunto “La Tigre”, quando deciderà di ritirarsi per creare prodotti in linea con la sua sensibilità.

I suoi sponsor

I suoi sponsor non l’hanno mai abbandonata, neanche quando pochi mesi fa ha subito un infortunio choc. A partire dallo storico partner Banca Generali, ma anche i suoi fornitori tecnici come Rossignol (sci), Lange (scarponi) e Level (guanti da neve), altri marchi come Grana Padano, Caffè Borbone, Acqua Dolomia e Estèe LauderLa vittoria in superG ai Giochi invernali arriva a dieci mesi dal terribile incidente ai campionati nazionali. Un’impresa epica. 



















































I contratti

Non esistono cifre ufficiali pubbliche contratto per contratto, ma le stime di mercato sono abbastanza chiare (ne abbiamo scritto qui). Una singola sponsorizzazione per un’atleta top può arrivare vicino al milione di euro. Gli sponsor includono brand globali e premium (banca, sportwear, automotive, luxury sport tech). Il valore annuale totale può oscillare molto, ma alcune stime parlano di 400 mila – 600 mila euro annui circa considerando sponsor e premi medi negli anni normali. Questo perché nello sci alpino il vero money maker non sono i premi gara, ma la crescita di valore dell’immagine.

Gli effetti economici dell’oro

Un oro olimpico genera tre effetti economici sul lungo termine. In primis l’aumento del valore degli sponsor esistenti. Incide sui bonus contrattuali legati alla vittoria. E rinnovi a condizioni a più alte. Infine una maggiore visibilità globale (ne abbiamo scritto qui). Per molti atleti moltiplica il valore dell’immagine, con nuovi sponsor e nuove campagne. Aumenta la notorietà internazionale perché rende l’atleta «mainstream» portando a spot tv e campagne globali. In molti casi significa milioni extra nei 2-4 anni successivi (dipende da sport, età, storytelling). I successi olimpici aumentano audience TV, vendita biglietti e interesse dei partner commerciali.

Le spese per il Coni

Ma quanto si stanno rivelando dispendiose per le casse del Comitato olimpico italiano questi straordinari giochi di Milano Cortina che vedono l’Italia al secondo posto nel medagliere. A metà manifestazione le 22 medaglie, gli otto ori, i quattro argenti e i 10 bronzi ottenuti dagli azzurri equivalgono a premi per 4 milioni e 920mila euro. Il Coni ha voluto corrispondere un premio integrale – 180mila per il metallo più pregiato, 90 per il secondo posto e 60mila per l’ultimo gradino del podio – a tutti coloro che hanno concorso alla conquista del podio: se la vittoria è di “squadra” il conto sale. Le 22 medaglie si sono tradotti in 48 bonus. Anche Francesca Lollobrigida, con due ori, ha portato a casa un assegno di 360 mila euro.

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16 febbraio 2026