Arianna Fontana, il racconto della finale dei 1000 metri

(Gaia Piccardi) Un chilometro di ghiaccio, curve, pericolosi sbandamenti a sinistra. Un chilometro troppo lungo per l’autonomia di Arianna Fontana, a cui sfugge il treno per confermarsi l’atleta, uomo o donna, più vincente della storia dello sport italiano alle Olimpiadi, estive o invernali. A quasi 36 anni, l’atomica bionda imposta una gara di lotta e governo con le avversarie ben più giovani, resta nel terzetto delle migliori con Sarault e Velzeboer, ma è chiaro che è solo la quiete prima della tempesta. L’attacco dell’olandese è scritto, si scompigliano gli equilibri sul ghiaccio: ne approfitta la coreana Kim, che sorpassa una Fontana un po’ larga di linea e si attacca alla volata delle più veloci. Per Arianna non c’è più niente da fare: l’inseguimento è vano. Oro Olanda (Velzeboer), argento Canada (Sarault), bronzo Corea (Kim). Quarta e medaglia di legno Fontana, una posizione alla quale la fuoriclasse non è abituata. QUI l’articolo completo