di
Maria Teresa Veneziani

L’attrice ospite di LBM 1911 si racconta: «Credo di essere nata in tailleur e pantaloni, mi fa sentire strutturata… Anche io sono rigorosa…»

Tailleur doppiopetto in lana e seta, camicia e cravatta allentata, Martina Colombari nello show room di LBM 1911 sui Navigli posa davanti alla nuova collezione-autunno inverno 2027 del brand mantovano, un’anticipazione della Milano Fashion Week in arrivo. «Per me è come aprire l’armadio di casa mia, perché credo di essere stata partorita da mia madre con una giacca e un pantalone: a casa ho pochissime gonne», racconta l’attrice qui nei panni di special guest, come sottolinea Giovanni Bianchi, l’imprenditore designer, quarta generazione, di Lubiam che da inizio 900 porta avanti la moda maschile anche su misura con Luigi Bianchi Sartoria. E proprio con LBM 1911, il marchio più dinamico, Giovanni Bianchi reinterpreta in chiave femminile i capisaldi dell’eleganza maschile. Protagonisti sono capospalla e pantaloni, lo stile di Martina insomma. «Mi piace essere strutturata, forse perché di mio lo sono già…», racconta l’attrice, in tournée nei teatri con “Venerdì 13”, commedia brillante per la regia di Roberto Ciufoli, dopo il successo cinematografico nel “Buen Camino” con Checco Zalone. 

«La tendenza vuole una donna sempre più sartoriale: prima era concentrata sul trend, ma oggi — spiega Bianchi — è attenta alla qualità del prodotto che acquista». Il doppio petto è il fiore all’occhiello del brand, ma oggi evolve. «È più leggero, più mobile, l’allacciatura bassa a sei bottoni definisce una nuova attitudine femminile. La costruzione è calibrata per dare forma al corpo senza irrigidire e creare un tutt’uno con i pantaloni, anche questi morbidi, ampi, con doppie e triple pinces e la gamba larga, “a slanciare la figura», sottolinea il direttore creativo. La verità è che anche l’ex Miss Italia Colombari li sfoggia con un tacco, «per l’occasione»: «Ma io ormai nella vita quotidiana sono «scesa a terra» e opto per le scarpe basse, soprattutto viaggiando diventa più pratico». Per quanto riguarda i colori, «li ho tutti, tranne il rosa, che non indosso mai perché lo ritengo un non colore», dice osservando la nuova collezione dai toni intensi, un’affermazione di fermezza come risposta all’incertezza. E quindi Blu denim, neri profondi, marroni terrosi e beige e il grigio minerale, come l’abito scelto da Martina insieme con il cappotto chevron in lana, lungo e rigoroso. «Anch’io sono rigorosa, una sorta di binario. Martina è un binario, che poi ogni tanto deraglia, ma di base sono questo» scherza, impegnata a prepararsi su due nuovi ruoli femminili a teatro.



















































 «Ho appena trovato casa a Roma – continua —. Sono arrivata a Milano da Riccione che avevo 17 anni, mi ha dato tutto: il mio lavoro, mio marito, mio figlio, ma questa città che adoro ora mi affatica un po’, sento il desiderio di un po’ più di leggerezza». 

Che cosa significa essere nata a Riccione? 
«Significa inventarsi perché abbiamo un mare che non è un mare e quindi abbiamo dovuto imparare a prenderci cura delle persone, a trattare con il turista in un certo modo. Io lo vedevo nel racconto di mio nonno, che prima ha fatto il cameriere, poi ha aperto una piccola gelateria, poi una pizzeria, quindi un ristorante che ha tenuto per 35 anni. È questo essere empatici e anche un po’ ruffiani». 

E a lei Martina, che cosa è rimasto? 
«La solarità, la voglia di ringraziare tutti i giorni, il cogliere quello che c’è di buono e cercare di vedere sempre il bicchiere mezzo pieno anche nelle difficoltà». 

Che momento è questo?

 «Sono soddisfatta. E’ bello svegliarsi al mattino e dire “che bella giornata mi aspetta”. Non è sempre stato così. Ho avuto momenti di difficoltà per mio figlio, si sa. In quei momenti bisogna respirare, provare a superarli, si è sempre nel mentre. Io dico sempre che in questo viaggio chiamato vita sappiamo che c’è una fine, ma quel che c’è nel durante è un po’ un‘incognita».

Glielo dobbiamo chiedere, ha smesso di ballare?
«Sto cercando una scuola di tango argentino…»

Martina Colombari sto cercando casa a Roma: «Milano mi ha dato tutto, lavoro, marito, mio figlio, ma ora mi affatica un po'»

16 febbraio 2026 ( modifica il 16 febbraio 2026 | 16:40)