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Andrea Barsanti
La donna è in cella con l’accusa di omicidio preterintenzionale, l’uomo è indagato a piede libero. Il giallo sull’orario della morte e sul viaggio in auto con la piccola senza vita. I Ris a casa del compagno della madre
È in corso dalle 11 di lunedì mattina l’autopsia sul corpo di Beatrice, la bambina di due anni che lo scorso 9 febbraio è stata trovata morta nel lettino della sua casa di Morghe, sulle alture di Bordighera, con il corpo pieno di lividi.
L’autopsia per accertare orario e cause della morte
Al medico legale Francesco Ventura, direttore dell’Istituto di medicina legale di Genova, è affidato il compito di stabilire cause e orario della morte, che secondo gli inquirenti è stata causata da percosse. La madre della piccola, Manuela Aiello, è in carcere da lunedì scorso con l’accusa di omicidio preterintenzionale: sarebbe stata lei, secondo la pm Veronica Meglio e il gip Massimiliano Botti, a picchiarla, non a casa sua ma in quella del compagno, Emanuel I., anche lui indagato per omicidio ma a piede libero.
Il viaggio in auto con il corpo senza vita
Nella casa dell’uomo, a Perinaldo, sono arrivati gli esperti del Ris. L’obiettivo è passare al setaccio l’abitazione dove, secondo il primo esame del medico legale, Beatrice sarebbe morta tra la tarda serata e la notte tra domenica e lunedì. La madre al risveglio l’avrebbe caricata in auto con le sorelline di 9 e 10 anni e avrebbe percorso una ventina di chilometri sino a casa, per poi metterla nel lettino e chiamare il 118 chiedendo aiuto: «Mia figlia non respira più». Anche su questo la Procura ritiene che la donna stia mentendo: avrebbe saputo dal primo istante che la piccola era morta, ma l’avrebbe riportata a casa per fingere un malore improvviso ed evitare anche di rivelare di avere trascorso la notte dal compagno.
I lividi e l’ipotesi violenze
Il pernottamento a Perinaldo è, infatti, emerso solo durante l’interrogatorio di convalida dell’arresto, tre giorni dopo il ritrovamento della bambina. Aiello ha sempre sostenuto, e continua a sostenerlo, che la piccola stava bene e che i lividi erano dovuti a una caduta dalle scale di qualche giorno prima. Quelle ferite però, per il medico legale che per primo ha esaminato il corpo, non sono dovute a cadute accidentali, ma a percosse, alcune opera di «oggetti contundenti». La bambina, in passato, era stata vista anche da parenti e vicini di casa con altri segni sul corpo, sempre giustificati con cadute. L’ipotesi degli inquirenti è che Beatrice sia stata oggetto di violenze pure in passato e che l’ultimo episodio le sia stato fatale. All’autopsia partecipano anche il consulente nominato dal padre delle bambine, attualmente in carcere, e quello della difesa.
16 febbraio 2026 ( modifica il 16 febbraio 2026 | 14:27)
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