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I mostri sullo sfondo… Caleb Landry Jones e Zeo Bleu sono i protagonisti di Dracula di Luc Besson stasera in prima visione tv.

IL SENSO DELLO SPETTACOLO. La favola dark. La fantasia della cornice (abiti, trucco, parrucco, scenografie). L’ultimo film del francese Luc Besson (visione più hollywoodiana che europea, però) è una rilettura del succhiasangue più famoso della letteratura, del cinema e dell’arte. Una nuova versione che lo trasforma in eroe romantico. Più ancora che del Dracula di Bram Stoker di Coppola. Citato dalla prima all’ultima inquadratura.

Il Dracula griffato Luc Besson arriva in prima visione tv stasera, lunedì 16 febbraio. Il film è visibile su Sky Cinema Uno alle 21,15, in esclusiva streaming su NOW, sempre disponibile on demand. 129 minuti di amore perduto, come recita il sottotitolo italiano. Perfetti i protagonisti: Caleb Landry Jones, Zoë Bleu e Matilda De Angelis

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Dracula versione “mostro”

Transilvania, XV° secolo. L’audace principe Vladimir (Caleb Landry Jones), dopo la perdita dell’amata moglie Elisabeta (Zoë Bleu), rinnega Dio. Vlad eredita così una maledizione eterna, vivere per sempre come vampiro sulla Terra nei secoli dei secoli… Quasi 400 anni dopo la morte di Elisabeta, durante la Belle Époque. L’immortale succhiasangue, con l’aiuto dell’adepta Maria (Matilda De Angelis), è in cerca di una possibile reincarnazione dell’amata. Un eccentrico prete esorcista e cacciatore di vampiri (Christoph Waltz) è però sulle tracce di Vlad..

Caleb Landry Jones – fra angelo caduto miltoniano e vampiro dandy – è perfetto nei panni del succhiasangue ossessionato dall’amore (puro) per Elisabeta (Zoë Bleu). Efficaci e intense anche Zoë Bleu, che oscilla tra candore e attrazione fatale per il principe delle tenebre, e Matilda De Angelis nei panni di Maria. È l’“adepta” vampira sexy.

Il “problema” insomma non è il cast. Lo è che, al di là dei protagonisti e delle scenografie sontuose, il film non appassiona particolarmente. Soprattutto nella seconda parte eccede in amore, quasi dimenticando l’orrore. I guizzi horror ci sono, ma arrivano con il contagocce (ematiche). I gargoyle animati digitalmente, finché restano sullo sfondo e quasi fuori fuoco, possono essere credibili. Ma in primo piano sembrano un’animazione un po’ antirealistica. Molteplici gli omaggi al magnifico Dracula di Francis Ford Coppola (1992), a cominciare dal tema al centro della scena. Ovvero rileggere il testo di Bram Stoker in chiave romantic horror, fino alla capigliatura candida del conte da “vecchio”…