Il tecnico bianconero alla vigilia del match di Champions League con il Galatasaray torna su Inter-Juve: “Questo mi darebbe la possibilità di parlare dei giocatori dell’Inter”. Testa alla partita: “Icardi e Osimhen insieme fanno l’enciclopedia del 9”

16 febbraio 2026 (modifica alle 20:01) – ISTANBUL

Palla al centro. Anzi: nella metà campo avversaria, ma, per ora, non quella dei turchi del Galatasaray. Luciano Spalletti prova a smarcarsi dalla notte di San Siro, ci riesce, ci prova, ci casca dentro in tackle. “Non parlo sopra le parole di John Elkann e di chi al vertice della società, ma – così il tecnico bianconero – posso dire che Pierre (Kalulu, ndr) è un bravissimo ragazzo, una persona perbene e che debba prendere del bischero dall’allenatore avversario è una cosa che non mi va giù e che non mi sarei mai aspettato…questo mi darebbe la possibilità di parlare dei giocatori dell’Inter e non voglio farlo”. 

Testa alla Champions—  

Lancette all’indietro dunque: per un attimo, ma l’attimo è fuggente. “Ai ragazzi, dopo la sconfitta di sabato sera, ho detto con forza che sono orgoglioso di loro, che non li cambierei con nessuno al mondo: ma, ora, bisogna ripulire la testa ed essere all’altezza di una appuntamento come quello in uno stadio dove la luce ti passa la maschera e ti costringe a raccontare la verità…”. Il Galatasaray è un ostacolo “duro, molto duro…”, la coppia Osimhen più Icardi “da enciclopedia del calcio per le caratteristiche che mettono in campo…”. 

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La formazione—  

Non c’è David, non ci sarà Openda (“Ha avuto le sue occasioni, ne avrà altre…”), tocca a McKennie muoversi da falso nove perché ci sarà anche da tenere il pallone per far salire i compagni e guadagnare metri nella bolgia di Istanbul. “Weston (McKennie, ndr) può giocare là davanti, è tecnico, veloce, fisico… ha già fatto vedere tutto questo e può mostrarcelo ancora meglio…”, sottolinea Spalletti. La palla torna al centro, ma la scena non è lo stadio da cinquantamila anime dove tra qualche ora andrà in scena l’andata dei playoff di Champions League: il teatro è là dove Bastoni si è rotolato a terra e il signor La Penna ha chiuso la partita di Kalulu con il secondo giallo. “Se fossi ancora ct convocherei in Nazionale l’interista? Non mettiamo paletti a Rino (Gattuso, ndr), deve essere libero di scegliere chi vuole. E, poi, io non sono più alla guida dell’Italia, un dolore che non passerà mai”, così Luciano da Certaldo. Come sembra non finire mai il Derby d’Italia dei veleni.