di
Gaia Piccardi

Dopo essersi qualificata brillantemente in finale, la campionessa chiude dietro a Velzeboer, Sarault e Kim. L’azzurra si sente penalizzata per un contatto: «Ero lanciata verso la medaglia»

Un chilometro di ghiaccio, curve, pericolosi sbandamenti a sinistra. Un chilometro troppo lungo e accidentato per la voglia di podio di Arianna Fontana, a cui sfugge il treno per confermarsi l’atleta, uomo o donna, più vincente della storia dello sport italiano alle Olimpiadi, estive o invernali. A quasi 36 anni, l’atomica bionda imposta una gara di lotta e governo con le avversarie ben più giovani, resta nel terzetto delle migliori con Sarault e Velzeboer, ma è chiaro che è solo la quiete prima della tempesta. L’attacco dell’olandese è scritto, si scompigliano gli equilibri sul ghiaccio: ne approfitta la coreana Kim, che sorpassa una Fontana un po’ larga di linea per il contatto con la cinese Li Gong e si attacca alla volata delle più veloci. Per Arianna non c’è più niente da fare: si sbilancia, perde il passo e l’inseguimento è vano. Oro Olanda (Velzeboer), argento Canada (Sarault), bronzo Corea (Kim). Quarta e medaglia di legno Fontana, una posizione alla quale la fuoriclasse non è abituata.

Peccato perché, fin lì, era andato tutto secondo i piani. Il passaggio ai quarti regolando la coreana Choi, nella batteria che taglia fuori la giovane Chiara Betti, è puro mestiere. Brava Elisa Confortola a mettere la punta del pattino davanti all’olandese Velzeboer (Michelle sorella della temibile Xandra). Purtroppo le azzurre si ritrovano nella stessa semifinale, ma l’occasione è utile per impostare il gioco di squadra: Elisa copre le spalle alla capitana, proteggendola dagli attacchi ripetuti della coreana Choi, qualificandosi per la finale B. Arianna, dal canto suo, è saggia nella scelta di accontentarsi della seconda posizione dietro la schiena della scatenata canadese Sarault. L’altra semi è dominata dalla grande favorita, l’olandese Xandra Velzeboer, già oro davanti a Fontana nei 500 metri.



















































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Tra gli uomini, Pietro Sighel scampa l’ennesima caduta nella batteria dei 500 metri, lo sprint dello short track su cui allungano le mire i canadesi: con un equilibrismo taglia il traguardo all’indietro, come nella staffetta mista, ma il kazako Azhgaliyev gli è davanti al fotofinish. Passano il taglio anche Previtali e Nadalini. Tornano sul ghiaccio per la rocambolesca qualificazione della staffetta maschile: Sighel, Nadalini, Spechenhauser e Cassinelli sono costretti alla rimonta dal terzo posto e si rimettono in piedi da una caduta potenzialmente letale. Sighel dà tutto nell’ultimo giro, supera il cinese e conquista la finale di venerdì dietro al Canada. Saranno altri cinquemila metri di passione.

Fontana si sente penalizzata da un contatto: «Molto arrabbiata»

Subito dopo la gara, un’amareggiata Fontana ha commentato un contatto con la cinese Gong che le ha fatto perdere terreno: «Sorrido per non piangere, sono tanto arrabbiata: ero lanciata verso una medaglia. Adesso dovrà farmi passare questa rabbia e farla diventare benzina- «Fa rabbia –  prosegue parlando dell’atleta cinese – perché non mi ha dato la possibilità di giocarmi il podio e proprio quando lei mi ha spinto stavo per lanciarmi e cercare di portarmi in prima posizione. Mi ha “sportellato” alla grande». 
Nessun margine per un ricorso, tutto rientra nella fisicità di una gara molto combattuta. «Ho provato a ricucire il gap, a tornare sotto, però ormai la gara era finita – sottolinea ancora Fontana -. Girano le balle – dice con un’espressione tanto lombarda – perché stavo bene, mi sentivo bene. Gara dopo gara mi sono sempre sentita meglio, ero bella carica e purtroppo purtroppo è andata così. Magari più tardi, quando sarò sola, mi farò un
piantino, però poi domani bisogna riconcentrarsi perché abbiamo
tra due giorni una finale importante con la staffetta». «Oggi – conclude la plurimedagliata – torniamo al villaggio con un po’ di amaro in bocca, e quindi sarà ulteriore benzina sicuramente che aggiungeremo al fuoco per questa finale di staffetta. Stiamo pattinando bene, stiamo gareggiando bene,
dobbiamo stare tranquille nonostante tutto: noi entreremo in pista senza paura, senza farci mettere i piedi in testa da nessuno». 

16 febbraio 2026 ( modifica il 16 febbraio 2026 | 19:40)