di
Virginia Piccolillo, Valentina Santarpia

Il capo gabinetto di via Arenula chiede al presidente dell’associazione magistrati di valutare «l’opportunità di rendere noto alla collettività i finanziamenti ricevuti». Parodi: «Il comitato è soggetto autonomo dall’Anm». Sallemi (FdI): «L’Anm tace sugli incarichi apicali nelle correnti»

Il Ministero della Giustizia invita l’Associazione nazionale magistrati a valutare se rendere noti i finanziatori del Comitato per il «no» promosso dall’Anm, così da rispondere a un’interrogazione del deputato di Forza Italia Enrico Costa rivolta allo stesso Ministero. La richiesta è contenuta nella lettera – resa nota dal Pd – inviata dal capo di gabinetto di via Arenula, Giusi Bartolozzi, al presidente dell’Anm Cesare Parodi. E intanto in un’interrogazione parlamentare al ministro FdI chiede di chiarire «quanti dei magistrati iscritti alle correnti siedono nel Csm, o ricoprono incarichi direttivi o semidirettivi negli uffici giudiziari». Era stato il presidente Anm Parodi a quantificare in 2.100 circa, su 9.200 iscritti all’Anm, il numero di magistrati appartenenti a correnti. Il senatore FdI Salvo Sallemi dice: «Parodi omette un dato essenziale: quanti di quei magistrati ricoprono ruoli apicali. Con questa  interrogazione chiedo trasparenza sulle dinamiche che incidono sulle carriere: è il momento di un’operazione verità». 

I dubbi sul legame tra Anm e comitato del No

A sollevare dubbi sulla compatibilità dei finanziamenti al Comitato del no promosso dall’Anm era stato, già dallo scorso 8 gennaio, su X, il deputato di Forza Italia Enrico Costa. «L’Anm – scriveva – ha promosso ufficialmente la nascita di un comitato per il No» e, «per bocca del segretario generale, ha confermato di aver finanziato il comitato GiustodireNo» e «dichiarato che `il comitato ha raccolto contributi da migliaia di cittadini che hanno aderito liberamente, con una donazione volontaria”. «Questo schema – scriveva Costa – crea uno stretto legame, non solo politico, ma anche formale, tra magistrati in servizio iscritti all’Anm e privati sostenitori che finiscono per praticare una forma di finanziamento indiretto all’Anm, in quanto finanziano il `suo´ Comitato». E dunque, concludeva, «cosa accadrebbe ove un magistrato iscritto all’Anm si trovasse di fronte, nella propria attività in Tribunale un finanziatore del comitato? Si asterrebbe per gravi ragioni di convenienza?». 



















































Adesso arriva la lettera della capo Gabinetto all’Anm che, citando il «potenziale conflitto tra magistrati in servizio iscritti all’Anm e privati sostenitori che finirebbero per praticare una forma di finanziamento indiretto» riferito dal parlamentare, sottopone alle valutazioni del presidente «l’opportunità di rendere noto alla collettività, nell’ottica di una piena trasparenza, gli eventuali finanziamenti ricevuti dal Comitato “Giusto dire No” da parte di privati cittadini», scrive Bartolozzi. 

Laconica la risposta del presidente Parodi alla capo Gabinetto: «Devo purtroppo annotare che non sono nelle condizioni di rispondere in quanto il Comitato in questione è solo stato promosso dall’ANM, ma è soggetto – anche giuridico – assolutamente autonomo». Al Comitato, spiega Parodi, «è possibile fare piccole donazioni, come privati cittadini (l’unica condizione è che non si si tratti di persone con incarichi politici)», una circostanza che può essere verificata da «chiunque acceda al sito del Comitato, dove è riportata in modo trasparente ogni cosa, compreso lo Statuto», scrive Parodi, suggerendo al parlamentare di informarsi appunto sul sito. «Se però necessitasse di informazioni più puntuali, che io non posseggo, non posso che rimandarla ai rappresentanti del Comitato – conclude il presidente Anm- Annoto solo che la Sua richiesta di rendere pubblici dati di privati cittadini ritengo sia contrario alle salvaguardia della loro privacy, ma questa rimane una mia valutazione personale che Le segnalo per correttezza».

Referendum, il ministero della giustizia chiede all'Anm: «Rendere noti i finanziatori del comitato del No». Il Pd: «Intimidazioni». FdI a Nordio: «Quanti magistrati delle correnti promossi?»

Serracchiani (Pd): «Un segnale che sa tanto di liste di proscrizione»

«Un atto molto grave che tradisce il nervosismo che si respira nei palazzi del Governo», protesta la deputata democratica e responsabile nazionale giustizia, Debora Serracchiani. «Un segnale che sa tanto di liste di proscrizione e di cui è difficile comprendere le ragioni. Si mette in discussione la libertà di partecipazione e si alimenta un clima di pressione nei confronti della magistratura e dei cittadini che voteranno “No”. Il ministro chiarisca subito. Le istituzioni e il popolo sovrano si rispettano. Non si intimidiscono». Francesco Boccia (Pd) incalza: «A che titolo il governo pretende quei nomi? L’Anm è un’associazione privata e un comitato referendario risponde ai cittadini che lo sostengono, non all’esecutivo. Quando il ministro della Giustizia utilizza il peso del suo incarico per chiedere l’elenco di chi sostiene una posizione politica, siamo davanti a una pressione istituzionale che assume il carattere di una vera e propria intimidazione». 

De Cristofaro: «Da Bortolozzi e dal ministero solerzia sospetta»

Il capogruppo dell’Alleanza Verdi e Sinistra Peppe De Cristofaro parla di «una vera e propria intimidazione che conferma un clima preoccupante intorno al prossimo referendum sulla giustizia». «L’Associazione nazionale magistrati è un’associazione privata, finanziata principalmente attraverso le quote versate annualmente dai magistrati iscritti e non riceve finanziamenti diretti dallo Stato per la propria funzione sindacale. Il Comitato ha raccolto contributi economici da chi ha liberamente aderito alla campagna per il NO e a loro deve dare conto e non al governo. La richiesta partita da Via Arenula è la prosecuzione di quello scontro istituzionale voluto e alimentato dal ministro Nordio e dalla destra. Uno scontro teso a delegittimare la principale organizzazione sindacale e associativa dei magistrati italiani». De Cristofaro poi trova che la motivazione della richiesta faccia «sorridere. In questi anni abbiamo presentato decine di interrogazioni senza ottenere risposta. Guarda caso proprio su un atto di sindacato ispettivo che chiede se il finanziamento al Comitato per il No sia una forma di finanziamento indiretto dell’Anm si muove addirittura il capo di gabinetto del Ministro Nordio. Da Bartolozzi e dagli uffici del ministero della Giustizia una solerzia molto sospetta», conclude.

Gasparri (Fi): «Hanno qualcosa da nascondere? Non credo»

«Perché l’Anm dovrebbe avere dei finanziatori occulti e non trasparenti? – controreplica il senatore Fi Maurizio Gasparri – Mi rivolgo pubblicamente al presidente Parodi. Sono stati loro a dire alla Serracchiani che chiedere trasparenza nei finanziamenti è un’intimidazione? Non credo. Hanno qualcosa da nascondere? Non credo. Ed allora, senza bisogno di interrogazioni e di procedure di qualsiasi tipo, chiedo pubblicamente al Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati di rendere pubblici e trasparenti tutti i finanziamenti che riceve la Anm, sempre che ne abbia ricevuti. Così come devono fare i partiti politici». 


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16 febbraio 2026 ( modifica il 16 febbraio 2026 | 19:09)