TRICHIANA (BELLUNO) – «L’ultimo abbraccio? L’ho salutato il giorno di Natale, già a Santo Stefano era ripartito. E oggi l’ho visto sul podio». La mamma di Elia Barp, Barbara Pol, non nasconde la felicità «perché anche se c’era la consapevolezza di valere il podio, non vi sono certezze fino alla fine». Da ieri il fondista bellunese fa parte della storia dello sci di fondo. Sulle nevi di Tesero ha messo il suo bel tassello nella staffetta 4×7,5 chilometri, restituendo l’emozione di una medaglia che mancava all’Italia da vent’anni, dopo Torino 2026: allora fu oro, con Valbusa, Di Centa, Piller Cottrer e Zorzi.
Il plauso ad Elia Barp è tutto dentro le parole di Stefano Longo, presidente della Fondazione Cortina. Definisce la medaglia di bronzo della staffetta, arrivata alle spalle dell’inarrivabile Norvegia di Klaebo e della fortissima Francia, «un traguardo di grande valore a cui ha contribuito in modo determinante Barp, il nostro atleta del Progetto Giovani, protagonista di una prova di carattere e maturità». Riconoscimento per il risultato arriva pure dal ministro per lo Sport e i giovani, Andrea Abodi: «Complimenti a questa squadra fantastica che ha sognato, cercato, voluto e meritato la medaglia, l’ha costruita con impegno e passione per quattro anni».
APPROFONDIMENTI
La celebrazione
In Val di Fiemme, per far festa al figlio con il bronzo olimpico al collo, oltre a mamma Barbara, c’era papà Beppi. Il fratello di Elia, Dante, era pure presente: nel ruolo di apripista, in quanto facente parte del Comitato Veneto dello sci di fondo. Con altri familiari mamma Barbara ha potuto seguire la staffetta dalla tribuna: «Ho acquistato i biglietti già ad aprile nelle pre-prevendite e sono venuta a vedere tutte le gare. E ieri dalla zona-prato c’erano gruppi di bellunesi venuti a tifare per lui».
Di Elia la mamma Barbara sottolinea la determinazione: «Ha l’orgoglio di chi, con lo scopo di una medaglia, ha sacrificato l’adolescenza. Penso che questo bronzo sia un coronamento, e spero, visto il supporto incredibile della squadra, anche un inizio».
Chi è
Certo ieri il ventitreenne Barp ha fatto il suo dovere sugli sci. Nato a Belluno il 19 dicembre 2002, non aveva nascosto l’ambizione: «Conosco i miei mezzi e voglio tentare di salire sul podio alle Olimpiadi e confermare il livello raggiunto – aveva affermato in una recente intervista al Gazzettino – per essere soddisfatto vorrei una medaglia a squadre, Team sprint o staffetta. E a fine stagione agguantare un podio in Coppa». La medaglia a Cinque cerchi – una intanto – ieri è stata servita. Così ha dichiarato a bocce ferme, dopo la premiazione: «Sapevamo che potevamo farcela, ma non dovevamo sbagliare nulla». Partito, sugli sci stretti, con il Gruppo sportivo Castionese, Barp era passato allo Ski College Veneto di Falcade frequentato anche da Giovanni Franzoni, Lucia Dalmasso ed Elisa Caffont. Omar Genuin il suo allenatore, il liceo scientifico sportivo di Agordo la sua scuola superiore. E, a 17 anni, arriva la fiducia delle Fiamme Gialle che lo fa entrare nel gruppo sportivo. E dallo Ski College, insieme alla soddisfazione condivisa, viene il ritratto di un ragazzo «serio, impegnato, sempre in alto: un campione cresciuto tra scuola e piste da sci. E dalle parole di Federico Pellegrino si evince che il futuro del fondo italiano passa di qua».
La gara
Nella telecronaca viene detto che Elia «cresciuto sotto l’ala di Federico Pellegrino è affidabile, sicuro in fase di tenuta». Prende il testimone, in seconda frazione, dal sappadino Davide Graz. Bella la sua gara: al compagno Martino Carollo batte la spalla in terza posizione, mantenuta, grazie a un emozionante recupero, fino al traguardo da Federico Pellegrino. Bronzo per quattro. Adesso, però, non è finita per il bellunese di Trichiana («dal 2019 viviamo a Falcade, ma siamo trichianesi doc», precisa Barbara Pol). Mercoledì sarà Elia il compagno di Pellegrino nella gara veloce, la Team sprint, dove si potrà ancora sognare. E poi? Altre gare. Con un finale, chiusa la stagione, che a detta di mamma Barbara Pol profuma di pomodoro e mozzarella: «Siccome è spesso in giro per il mondo, quando viene a casa vuole mangiare la pizza».