di
Marco Vigarani
La 18enne nata a Bologna e originaria di Sestola (Modena) in Appennino conquista il bronzo a Milano-Cortina e porta per la prima volta l’Italia sul podio nella specialità olimpica: la vita con la famiglia e la passione per la neve
Flora Tabanelli ha scritto una nuova pagina dello sport italiano. Al debutto olimpico, la 18enne bolognese cresciuta sull’Appennino si è presa la medaglia di bronzo nello sci freestyle, specialità Big Air. È la prima per l’Italia in questa disciplina.
Flora Tabanelli e la prima storica medaglia dell’Italia nel freestyle
«Sono contenta che qui con me ci fosse la mia famiglia a vedermi saltare e penso che il risultato sia anche la conseguenza di questo. Ho cercato di dare veramente il massimo.
L’ultimo salto lo avevo provato solo un paio di volte lo scorso anno in aprile poi mi sono detta che avrei voluto rifarlo qui alle Olimpiadi. Sarei stata felice a prescindere dalla medaglia che è qualcosa di totalmente inaspettato, anche visto il livello altissimo delle altre ragazze. Essere qui dopo l’infortunio per me era già una vittoria».
Il grande recupero dopo l’infortunio e la corsa per le Olimpiadi
In una gara funestata dalla tormenta di neve che ne ha rinviato l’inizio, Flora è rimasta aggrappata al podio per tutta la sera e si è messa al collo il bronzo con un salto finale da 94,25 punti — miglior score di tutta la finale — che ha portato il suo punteggio complessivo a 178,25 (contro i 161,5 delle qualifiche). Un gesto da campionessa vera, degno di quel titolo iridato conquistato lo scorso anno e che solo la sfortuna le ha impedito di difendere.
Flora infatti è arrivata ai Giochi a caccia di un miracolo, inseguito per 102 giorni iniziati con l’infortunio del 6 novembre in Austria: lesione del crociato del ginocchio destro. Nemmeno una settimana dopo è entrata al J-Medical di Torino per non rinunciare alle prime Olimpiadi della sua vita. Niente operazione, solo una terapia conservativa per rinforzare il ginocchio e permetterle di presentarsi (con un tutore in carbonio) al via in quella Livigno che ormai da un paio d’anni è diventata la sua seconda casa.
La strada segnata dal fratello Miro e la passione per la neve
Flora infatti ha deciso di seguire la strada del fratello maggiore Miro e nel novembre del 2023 si è trasferita nel centro che accoglie i talenti azzurri della neve.
Una scelta compiuta a ridosso del suo sedicesimo compleanno visto che questa stella del freestyle è nata a Bologna (che torna sul podio olimpico 32 anni dopo Alberto Tomba) il 20 novembre 2007 ed è poi cresciuta sull’Appennino, precisamente al Rifugio Duca degli Abruzzi sul lago Scaffaiolo che i genitori Lucia e Antonio hanno in gestione. A due anni si è innamorata degli sci e il comprensorio del Corno alle Scale è diventato la palestra in cui scoprire la propria strada.
Dopo sci alpino e snowboard, l’approdo allo sci freestyle con le discipline Slopestyle e Big Air che l’hanno vista diventare una star mondiale.
Dopo il grave infortunio, è tornata sugli sci solo a metà gennaio: ai Giochi era iscritta a entrambe le gare ma si è preferito evitare la prima per dare tutto nella sua specialità, il Big Air, dove ha vinto la Coppa del mondo nel 2025. Ed è arrivato un bronzo storico — la prima medaglia azzurra in questa disciplina — a rendere ancora più speciale la vita di Flora che è già un collage di colori.
Il pianoforte, l’uncinetto e la lontananza da tv e smartphone
Dalla curiosità per i viaggi a quella per la cucina di tutto il mondo, dalla passione per il pianoforte e l’uncinetto alla presenza fondamentale del fratello Miro che è contemporaneamente il suo primo modello e il suo primo tifoso: entrambi – come raccontato dalla madre – sono screciuti senza tv e smartphone.
Ed è stato il primo ad abbracciarla appena c’è stata la certezza del podio: «Metà della medaglia è sua — è la dedica di Flora — perché in questo periodo difficile mi ha fatto credere in me stessa».
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17 febbraio 2026
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