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È con Motorvalley, la nuova serie disponibile dal 10 febbraio su Netflix, che Luca Argentero torna protagonista in un ruolo più ruvido, distante dall’immagine rassicurante di Doc. Ma parlando del suo personaggio – un ex pilota segnato da un incidente – l’attore chiarisce subito una cosa: «Nella mia vita non ho mai sentito la necessità di un’occasione di riscatto, mi è sempre andato tutto piuttosto bene». È da questa consapevolezza che si snoda un racconto molto personale fatto a Fanpage, tra carriera, famiglia e passato televisivo.


APPROFONDIMENTI

La “regola dei 5 giorni”

Lontano dai set, Argentero è marito di Cristina Marino e padre di Nina Speranza e Roberto Noè.

E qui le parole si fanno nette: «Mai più di cinque giorni senza vedersi». È la regola che lui e la moglie si sono imposti per conciliare lavoro e genitorialità. «Cerchiamo di organizzare il lavoro in funzione del non essere mai via contemporaneamente. La famiglia è una priorità».

Racconta di quando non lavora per un mese intero e la mattina è «l’unico papà al parco» e di giornate più eclettiche, che cambiano continuamente, mentre quelle «dei bambini sono sempre uguali, siamo noi ad adattarci a loro». Diventare padre ha spostato l’asse delle sue paure: «La loro salute è una priorità». E il tempo? «Non mi spaventa, ma lo vivo in modo diverso. Quando i granelli nella parte bassa della clessidra sono di più rispetto a quelli della parte alta, si cerca di utilizzarlo nel modo giusto».

«La bellezza? Mi ha sempre aiutato»

Per anni è stato identificato prima come “bello” e poi come attore. Lui non si schermisce: «Mi ha sempre aiutato». Se c’è stato un giudizio legato all’aspetto, non lo ha mai percepito come un ostacolo. «Non è stato spiacevole, anzi, mi ha sempre portato complimenti e opportunità».

Quello che rivendica, però, è la disciplina. «Ho sopperito a un’iniziale mancanza di formazione con tanta precisione e puntualità sul lavoro». Il talento, dice, «serve», ma «conta tantissimo la fortuna». E sulla sua non ha dubbi: «Non mi sento tradito dalla fortuna».

Sanremo e “l’equivoco strano”

Il suo nome è circolato per il Festival di Sanremo 2026, ma l’attore smorza i rumors. «Non ne ho idea, anzi, mi piacerebbe saperlo». Nessuna chiamata diretta da parte di Carlo Conti, solo un contatto per sondare una disponibilità. «Poi non è stato chiesto più nulla. È un po’ strano questo equivoco che continua a crearsi».

Il Grande Fratello, «un’altra epoca»

Il capitolo Grande Fratello resta nella memoria collettiva, ma per lui è lontano. «Vive soltanto nelle domande che mi vengono fatte durante le interviste, non più nella mia quotidianità». Non lo infastidisce, ma lo considera parte di «un’altra epoca».

«È una televisione che non esiste più», dice senza nostalgia né rancore. Quel modello, secondo lui, non è più replicabile. Oggi il reality è «una vetrina televisiva un po’ fine a se stessa». La sua carriera, invece, è stata «un’onda» iniziata vent’anni fa e mai esaurita. «Questo è il vero miracolo».


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