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Stefano Montefiori

Secondo i testimoni Quentin Deranque è stato aggredito con calci e pugni da un gruppo di militanti di estrema sinistra. In Francia lo scontro politico è sempre più radicalizzato e la sinistra socialdemocratica esclude nuove alleanze con France Insoumise di Mélenchon: «Impensabile»

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
PARIGI – L’uccisione di un giovane militante di estrema destra a Lione sta provocando grandi polemiche in Francia, dove molti accusano La France Insoumise (Lfi) di Jean-Luc Mélenchon di avere alimentato un clima di odio che ha portato all’omicidio

Le indagini sono ancora in corso ma tra i sospettati c’è Jacques-Elie Favrot, collaboratore parlamentare del deputato Lfi Raphaël Arnault. La presidente dell’Assemblea nazionale Yaël Braun-Pivet ha annunciato la sospensione dell’accesso di Favrot all’aula



















































La vittima è Quentin Deranque, 23 anni, militante identitario nazionalista del gruppo neofascista Allobroges Bourgoin, e convertito di recente al cattolicesimo tradizionalista dell’organizzazione Academia Christiana.

Giovedì 12 febbraio Quentin Deranque è intervenuto assieme ad alcuni compagni per scortare il collettivo femminile nazionalista Némésis, che protestava contro la conferenza dell’eurodeputata Lfi Rima Hassan alla facoltà di Scienze politiche di Lione, esibendo lo striscione «islamo-gauchisti, fuori dalle nostre università»

Intorno alle 18, poco lontano dal luogo della conferenza, Quentin Deranque è stato aggredito, gettato a terra e colpito da calci e pugni in tutto il corpo, volto compreso. Secondo i testimoni, gli aggressori erano un gruppo di «anti-fa», militanti di estrema sinistra che teorizzano e praticano la resistenza attiva, violenze comprese, contro il fascismo. Il ragazzo sarebbe stato isolato e affrontato dagli avversari politici, che gli hanno provocato un’emorragia cerebrale risultata fatale

Dopo avere rifiutato in un primo momento di essere portato in ospedale, Quentin Deranque è stato infine soccorso da un’ambulanza intorno alle 20, quando ormai le sue condizioni erano critiche. Entrato in coma in ospedale, è morto sabato 14 febbraio. 

Oltre a Jacques-Elie Favrot, avrebbero partecipato all’agguato altri militanti di estrema sinistra del gruppo «Jeune Garde Antifasciste» fondato dal deputato melenchonista Raphaël Arnault e disciolto l’estate scorsa dal ministero dell’Interno. 

Da mesi il clima politico francese conosce una radicalizzazione dello scontro tra le ali estreme che ha come occasione la situazione a Gaza. Subito dopo il 7 ottobre, prima ancora della risposta di Israele, la France insoumise di Jean-Luc Mélenchon ha preso posizione a favore della causa palestinese e ha esitato a condannare come atti di terrorismo i massacri di quel giorno

Nei mesi successivi la France insoumise ha abbracciato e incoraggiato senza esitazione il movimento pro-Pal, senza distanziarsi dagli esponenti di Hamas. L’eurodeputata Rima Hassan è stata protagonista di molte conferenze nelle università, accolta spesso con grande entusiasmo, e lo stesso ha fatto Jean-Luc Mélenchon che in un’occasione precedente, di fronte alla provocazione del gruppo Némésis intervenuto durante un suo discorso in facoltà, ha detto al servizio d’ordine «portatemi il loro scalpo e non se ne parli più». Una battuta che oggi, dopo l’uccisione di Quentin Deranque, suona particolarmente sinistra. 

«Esistono legami estremamente forti tra La France insoumise e la Jeune Garde», ha affermato il ministro dell’Interno, Laurent Nuñez, sottolineando il possibile coinvolgimento del gruppo nell’attacco mortale. Da parte sua, Jacques-Élie Favrot, tramite il suo avvocato, «nega formalmente di essere responsabile di questa tragedia» e «presenterà una causa per diffamazione contro tutti coloro che lo accusano di essere responsabile della morte» dell’attivista di estrema destra. 

Il collaboratore del deputato Raphaël Arnault si è comunque già sospeso dal suo incarico di assistente parlamentare durante l’inchiesta: «Riceve minacce di morte dall’estrema destra in tutto il Paese e in Europa, quindi non può svolgere adeguatamente le sue funzioni», ha spiegato il suo avvocato. 

Se la destra e il governo accusano Mélenchon e il suo partito La France insoumise (da poco ri-classificato da una circolare del ministero come «estrema sinistra» e non più sinistra radicale) di corresponsabilità morali, la condanna del clima in cui è avvenuto l’omicidio si fa sentire anche a sinistra. 

Raphaël Glucksmann, eurodeputato, fondatore del partito Place Publique e probabile candidato alle presidenziali, giudica ormai «impensabile» un’alleanza della sinistra socialdemocratica con La France insoumise in vista del voto per l’Eliseo del 2027. Parlando alla radio Rtl, Glucksmann ha denunciato la brutalizzazione del dibattito pubblico e sottolineato «la responsabilità di tutti i leader politici che incitano all’odio, compresi quelli de La France Insoumise», citando specificamente Jean-Luc Mélenchon e Rima Hassan e accusandoli di «versare benzina sul fuoco».

epa12744127 People hold a banner reading 'Antifa killers, justice for Quentin', as they gather to pay tribute to Quentin, the 23-year-old student killed in Lyon, in place de la Sorbonne, Paris, France, 15 February 2026. Quentin died on 15 February...

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16 febbraio 2026 ( modifica il 16 febbraio 2026 | 20:10)