Ospedale Monaldi, giorno 56. Tommaso, il bambino di due anni e tre mesi vittima di un trapianto di cuore sbagliato, combatte come un piccolo leone contro il tempo, contro la malasorte e resiste, nonostante la sua circolazione sanguigna sia garantita da una macchina, e anche se nel suo corpicino il fegato, i polmoni e i reni siano gravemente compromessi. Accanto a lui, come ogni giorno da quel maledetto 23 dicembre dell’anno scorso, c’è mamma Patrizia. Questo è il giorno in cui la Direzione dell’ospedale Monaldi fa anche un annuncio importante: domani arriveranno i più grandi esperti italiani in materia di cardiochirurgia pediatrica per un consulto medico d’eccellenza. E si registra anche una ferma presa di posizione del ministro della Salute, Orazio Schillaci. Ma procediamo con ordine.

APPROFONDIMENTI

MADRE CORAGGIO

Poco dopo le 13 mamma Patrizia varca il cancello dell’ospedale sotto una pioggia leggera. È sola. Quando ne uscirà si fermerà a parlare brevemente con la folla di giornalisti che ormai da giorni stazionano in attesa di notizie. «Aspetto. – dice – Stiamo attendendo cosa decidono nella riunione che è ancora in corso. Non ho avuto modo di parlare con qualche medico. Io mi aspetto che mio figlio sia ancora trapiantabile, io non mollo, la speranza non la perdo». Ha una resistenza pari a quella di Tommasino, questa madre coraggio che non ha mai ceduto alle emozioni e che riesce a tenersi dentro dolore e rabbia.

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Poi ribadisce: «Quel che posso dire è che oggi sarebbe ancora operabile, qualora ci fosse la disponibilità di un organo; domani (oggi per chi legge, ndr) i medici faranno una nuova valutazione». C’è solo un momento in cui fa trapelare uno scatto, confermando che dal Monaldi – fino a quando Il Mattino non ha rivelato il caso – nessuno l’aveva informata su ciò che era realmente accaduto: «Sapevo solo che il cuore era stato trapiantato, ma non riuscivano a farlo ripartire…».

LA CAUTELA

Torna a intervenire anche il ministro Orazio Schillaci: «Credo che ci voglia prudenza e che dobbiamo aspettare i risultati delle indagini e degli approfondimenti in corso sulla vicenda – dichiara – Questo è il momento in cui bisogna verificare realmente ciò che è accaduto. Ci sono inchieste di due Procure, i Nas sono già stati nei due siti, a Bolzano e a Napoli. E poi ci sono gli ispettori del ministero che stanno raggiungendo le due sedi coinvolte. Quindi aspettiamo il lavoro degli inquirenti. Abbiamo fiducia nella magistratura, nei carabinieri del Nas. Gli ispettori del ministero faranno il loro dovere, poi trarremo le conclusioni. Siamo vicini al bambino, alla sua famiglia e speriamo ancora che si possa trovare una soluzione per questo piccolo paziente che sta soffrendo. Dobbiamo assolutamente far chiarezza: lo dobbiamo al bambino, alla famiglia, ma lo dobbiamo anche a tutti gli italiani, perché il nostro è un servizio sanitario nazionale pubblico di eccellenza, in grado di gestire situazioni complesse e di risolverle quasi sempre». Schillaci ha infine ribadito la necessità di trasparenza da parte del sistema sanitario, anche nei momenti più critici. «Credo – ha concluso – che ci voglia chiarezza e lealtà da parte dei medici anche quando gli interventi non hanno il risultato che tutti sperano».

LA NOTA

E in serata arriva l’atteso bollettino medico del Monaldi. Da oggi ce ne sarà uno al giorno. Alle 19 di ieri «le condizioni cliniche del piccolo si presentano stabili, in un quadro che permane di grave criticità. L’Heart Team sulla base della decisione assunta dal medico responsabile, ritiene che il piccolo paziente sia ancora idoneo a permanere in lista trapianto. Il paziente resta ricoverato in terapia intensiva sotto stretto monitoraggio. Il Polo di Cardiochirurgia dell’Azienda dei Colli è in rete con le principali strutture sanitarie del Paese che si occupano di trapianto di cuore pediatrico e ha lavorato – pur senza clamori – per organizzare un Heart Team che porterà al Monaldi gli specialisti delle strutture italiane con i maggiori volumi in termini di trapianto pediatrico per una rivalutazione congiunta al letto del paziente. L’Heart Team si svolgerà nella giornata di mercoledì e sarà utile a valutare anche ulteriori trattamenti terapeutici in aggiunta al trapianto. La Direzione, nel ribadire il proprio impegno ad assicurare trasparenza e collaborazione con le autorità ispettive e giudiziarie, garantisce ogni supporto necessario alle determinazioni clinico – terapeutiche ed assistenziali assunte dai medici curanti nell’esclusivo interesse del paziente».