Ieri mattina, al risveglio, non si è chiesto se fosse tutto vero. In fondo, Alisson Santos sapeva già bene come fare. Il gol all’esordio in campionato con il Napoli ha precedenti illustri, è quasi una abitudine in carriera. Nel 2021-22 fa il suo esordio con gol con la maglia del Vitoria, in seconda serie brasiliana. Un anno e mezzo dopo scende di una categoria e trova il gol subito anche con la Figueirense, decidendo il match contro il Ferroviario con una doppietta. Qualche mese fa, poi, s’era tolto lo sfizio più bello: esordio con gol in Champions League, la rete al Kairat che lo ha consegnato alle cronache del calcio europeo. Insomma, il nuovo gioiello del Napoli non è nuovo a queste latitudini. Il premio da Mvp del match contro la Roma lo certifica.

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Ha già detto a mamma Aldia che, se vuole, può portarlo con sé al ritorno a Vitoria. Sempre ammesso che torni. Perché Napoli s’è presa il cuore di tutta la famiglia de Almeida, stabilmente in città in queste ore per seguire da vicino i primi giorni da azzurro di Alisson. Tutti erano al Maradona domenica sera: la mamma, il fratello Tanja, l’agente Nuno Silva che ha seguito la fase di trasferimento da Lisbona in Italia. E tutti lo hanno festeggiato a dovere dopo il primo gol azzurro. Una giornata in città anche quella che ieri ha lasciato libera Conte al gruppo napoletano: pranzo al lungomare, alla Pizzeria I Re di Napoli, con tanto di pizza dedicata al talentino brasiliano scoperto da tutta la città nelle scorse ore.

San Valentino in ritardo, Conte a pranzo con la famiglia in pieno centro a Napoli

La sua numero 27 ha già fatto breccia nel cuore dei tifosi del Maradona, ancor più per la fame e la voglia trasmessa in campo piuttosto che per il bellissimo gol. «Come bellissima è questa città» ha ripetuto più volte ieri a mamma Aldia passando per il lungomare, con le onde che ricordano il Brasile e la voglia di fermarsi un po’ di più di quanto previsto da qualcuno. Tutto approfittando per mettersi ancora a posto: il trasloco da Lisbona non era ancora finito, queste ore lontano dal campo sono servite a chiudere i conti con un passaggio forse troppo breve in Portogallo. Il Napoli ha trovato un nuovo gioiello? C’è già chi lo accosta al primo Lavezzi, chi ci rivede Kvaratskhelia, chi addirittura lo paragona a Neymar, connazionale e punto di riferimento per Santos.

Un legame, quello tra Napoli e il verdeoro, che va avanti da tempo. Non a caso, domenica sera allo stadio, il fratello Tanja si è concesso più di un momento con l’infortunato David Neres, presente in tribuna, idolo per tanti calciatori e fan brasiliani arrivati in Europa negli ultimi anni. Una connection lunghissima – Alisson è il 34° calciatore brasiliano a vestire la maglia del club azzurro – e prolungata in questo mercato invernale con il numero 27 e con Giovane dal Verona. La foto della loro esultanza, dopo il 2-2 alla Roma, è destinata a diventare iconica. A segnare un prima e un dopo. Il mercato invernale si è fatto vedere a Fuorigrotta: da una parte Zaragoza-Malen, dall’altra Giovane-Alisson. «Devono darci una mano» ha spiegato Conte subito dopo la partita, e devono averlo seguito alla lettera.

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Per l’età che ha, Alisson Santos ha girato davvero tanto. Tre club brasiliani, due in Portogallo, ora il Napoli in Serie A. E non ha nascosto, sin dalle prime ore dall’arrivo, di voler restare un po’ in più in azzurro. Per far sì che accada, però, dovrà convincere Conte, Manna, De Laurentiis, il tifo napoletano. A suon di gol, ma non solo. Il vuoto lasciato da Kvaratskhelia ormai un anno fa non è mai stato riempito e Alisson rischia di essere la cosa più vicina a quello che era il georgiano prima di andar via per raggiungere Parigi. Il brasiliano è arrivato in azzurro in prestito oneroso a 3,5 milioni di euro, con il diritto di riscatto fissato a 16,5 milioni da corrispondere eventualmente allo Sporting a fine stagione. Una cifra importante, che il Napoli è riuscito a strappare con opzione per non complicare ulteriormente visto il peso sulle casse azzurre.

Con gli agenti del calciatore, – gli stessi che gestiscono l’ex azzurro Rafa Marin, che gestiscono talenti come Pedri, Ferran e Mendoza -, però, una sorta di gentlemen agreement c’è stato in sede di consultazioni per garantire al calciatore continuità a Napoli, magari rivedendo anche per intero il contratto quando e se sarà definitivamente azzurro. Tutti pensieri che non sono del calciatore, oggi, ma della società sì: in attesa di capire se sarà titolare a Bergamo per cacciare indietro la nomea di “calciatore utile solo se a partita in corso”, Napoli è già pronta a ballare la samba. Allontanando – ma solo per un po’, s’intende – il più apprezzato tango per lasciarsi cullare da suoni verdeoro. Le lacrime del fratello Tanja al Maradona dopo il gol potrebbero essere solo l’inizio.