di
Pierpaolo Lio
Prefettura e questura hanno già iniziato a immaginare come allestire la macchina della sicurezza, già rodata nei giorni scorsi dalle visite di vicepresidente Vance
Il test J.D. Vance, per certi versi, in città potrebbe essere ricordato in futuro come più faticoso dell’(eventuale) ospitata di Donald Trump. Perché se — come sembra — il presidente americano sarà domenica a Milano, la tappa s’annuncia breve e quasi «chirurgica». L’inquilino della Casa Bianca vuole infatti esserci sugli spalti dell’arena di Santa Giulia a tifare le stelle della sua Nhl nel caso team Usa riesca a giocarsi l’oro dell’hockey su ghiaccio maschile.
Trump l’avrebbe ribadito di recente. E segnali da Roma in questo senso sarebbero già arrivati a Milano. Motivo per cui prefettura e questura hanno già iniziato a immaginare come allestire la macchina della sicurezza, già rodata nei giorni scorsi dalle visite di vicepresidente e Second Lady e figli, e del Segretario di Stato Marco Rubio, che da queste parti, in occasione dei Giochi invernali, si sono intrattenuti a lungo. Ma se Trump sarà, non ci dovrebbe essere un replay delle infinite colonne di mezzi a paralizzare in lungo e in largo la città per giorni.
Perché la (eventuale) visita del numero uno degli Stati Uniti dovrebbe essere breve e mirata. Dopo l’atterraggio dell’Air Force One, si andrebbe dritti verso la nuovissima Ice skating arena, ad assistere alla finale dell’hockey. E poi via, verso la storica Arena di Verona, per tutt’altro show, con già il suo carico di potenti, reali e vip d’ogni tipo, tutti riuniti per salutare la chiusura delle Olimpiadi italiane e per passare la mano alle Alpi francesi che ospiteranno la prossima edizione del 2030.
Non sarebbero in programma pranzi, visite, gite, e probabilmente nemmeno pernottamenti. Tutte cose che hanno invece trasformato in un tour de force le giornate milanesi di J.D.Vance e famiglia, con relativo immenso dispositivo di scorta. Che per Trump dovrebbe anche crescere ulteriormente (per il vice c’erano 45 mezzi ad accompagnarlo ovunque), ma che vedrebbe dall’altra parte il suo impiego «limitato» sia nel numero degli spostamenti, che nelle ore di presenza in città.
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Resta da capire se il presidente deciderà di arrivare domenica, giusto in tempo per guardarsi dal vivo la finale delle 14.30, o se anticiperà a sabato il suo «sbarco» italiano, scelta che di conseguenza comporterebbe una notte da spendere in città, magari in quel Gallia già usato dal suo vice, magari altrove.
Nuovi vertici per farsi trovare pronti a quello che in poche ore è passato da pura ipotesi a eventualità concreta sono in programma anche oggi. Anche se il definitivo semaforo verde o rosso si avrà soltanto venerdì. Quando si saprà chi si giocherà l’oro olimpico. Al momento, per gli atleti americani il tabellone da scalare è ancora lungo. Gli Usa si sono già qualificati ai quarti, e sono in attesa di conoscere il loro avversario di domani sera, che uscirà dalla sfida tra Svezia e Lettonia. Venerdì, poi, in caso di vittoria, il team a stelle e strisce si ritroverà a giocare la sua semifinale, con vista sull’ultimo atto dei Giochi tanto atteso dal Commander-in-Chief, che in quel caso non vorrebbe proprio perderselo, per poi allungarsi fino a Verona per la cerimonia di chiusura.
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17 febbraio 2026 ( modifica il 17 febbraio 2026 | 08:00)
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