Condividi
La seconda puntata di ‘Taratatà’, lo show musicale condotto da Paolo Bonolis nel lunedì sera di Canale 5, vede avvicendarsi come ospiti artisti italiani del calibro di Annalisa, Gigi D’Alessio, Negramaro, Alessandra Amoroso, Fiorella Mannoia e Luca Carboni. Verso l’una di notte, compare pure Edoardo Leo. In attesa dei due liocorni che, con ogni evidenza, avevano altro da fare, vediamo insieme promossi e bocciati di questa serata di musica dal vivo. E qualche stecca.
Giuliano Sangiorgi distrugge ‘Bellissima’ di Annalisa a colpi di yodel (in faccia a lei): voto 2
Esistono svariati film horror con molta meno trama di così. Un duetto tra Giuliano Sangiorgi e Annalisa sulle note di ‘Bellissima’ arriva inaspettato, come un colpo di scena. Solo, non di quelli belli. Il frontman dei Negramaro urla la canzone, fin dalla prima strofa, con la stessa grazia di Leatherface quando imbraccia la sega elettrica per trinciare via arti ai malcapitati che gli si parono davanti in ‘Non aprite quella porta’ – e sequel. Qui, nella parte dei suddetti ‘malcapitati’ appunto, le note del brano. Sangiorgi decide di gorgheggiare ogni sillaba producendosi in una sorta di yodel tanto perenne quanto straziante. Annalisa, in total black, seguita a cantare come se la sua hit non le stesse implodendo davanti alla faccia. Mantiene un savoir faire davvero invidiabile, una poker face che neanche Lady Gaga. Inevitabile, però, quando le sentiamo intonare perfettamente i ‘Dove vaaaai?’ e ‘Cosa vuooooi?’ del ritornello, il pensiero che tali domande siano rivolte, scocciate, proprio al malnato Sangiorgi. Che vilipendio.
Amoroso addormenta la sua piccola Penelope cantandole ‘Serenata’: voto 8
‘Fino a qui tutto bene’, ‘Serenata’, ‘Cose Stupide’, ‘Vivere a colori’. Questo il medley con cui Alessandra Amoroso si presenta a ‘Taratatà’. Possibile che sia la sua prima apparizione pubblica, su un palco televisivo, dopo aver dato alla luce la sua piccola Penelope? Potrebbe. La voce non le è mai mancata e l’accompagna anche qui, almeno quanto la ‘Big Family’ che da sempre la sostiene: l’arena si riempie di cartelloni per lei appena entra in scena. Un affetto rumoroso, colorato, ci sentiamo abbracciati fin sul divano di casa. Poi la bomba: Amoroso sceglie ‘Amor Mio’ di Mina come cover e la interpreta divinamente. Una performance incantevole, potente. Le successive chiacchiere con Bonolis sono una coccola: il conduttore le chiede cosa canti a Penny per farla addormentare e la nostra, forse a sorpresa, risponde ‘Serenata’, la hit estiva che ha condiviso con Serena Brancale. Funziona? Sì, da ancor prima che la bimba nascesse: “In pancia stava tranquilla solo quando facevo questo brano, appena finivo, riprendeva a scalciare”. Vi lasciamo con l’immagine di una Amoroso bambina che stressava mamma perché passava le giornate a sgolarsi su ‘Brava’, sempre di Mina, senza soluzione di continuità. Aveva già le idee chiare. E la santa benevolenza dei vicini, verrebbe da dire. Comunque Amoroso riesce a coinvolgere perfino Bonolis in un duetto sulle note di ‘Stand by Me’, evergreen del 1961 molto caro al presentatore. Che sarebbe davvero meglio se continuasse a presentare, appunto. Ma gli perdoniamo la sbandata. Per stavolta.
Gigi D’Alessio è in sciopero? Lascia cantare il pubblico al posto suo quasi tutto il tempo: 5
Che dire di Gigi D’Alessio? La sua partecipazione a ‘Taratatà’ non è stata proprio in playback, non sarebbe esatto, ha assunto più i contorni di una serata karaoke per cinquemila persone (il pubblico della Chorus Life Arena di Bergamo, ndr). Il cantautore partenopeo si è voluto vivere l’affetto degli spettatori che conoscevano sì a memoria ogni sua hit da ‘Non Dirgli Mai’ a ‘Un Nuovo Bacio’. Però, lui con la voce scioperava. Aveva proprio incrociato non le braccia ma le corde vocali. Il risultato di tale astensionismo è un magma di caos: diventa impossibile distinguere le parole di ogni brano. Ma pure un brano dall’altro. La bocciatura si limita a un cinque perché, a sorpresa, ‘O Sarracino ’in versione Santana’ per quanto sulla carta potesse sembrare mannara eresia, si rivela uno dei momenti musicali più particolari (e riusciti) della serata. Insieme al duetto di D’Alessio con Annalisa sulle note di ‘Annarè’ (anche questo già proposto in altri lidi, probabilmente quelli di un recente ‘Radio Italia Live’). Non una prima, insomma. Ma funziona. Funziona quando D’Alessio decide d’aver voglia di cantare. Se no, karaoke di massa. Ma forse, stando in metafora nipponica, più harakiri.
Il bel ritorno di Luca Carboni (e quell’incontro con Lucio Dalla al ristorante): voto 8
Luca Carboni, Fiorella Mannoia e il solito combinaguai Sangiorgi si dispongono in vocal trittico per intonare ‘Farfallina’. Poi Carboni si riprende, grazie al cielo, i propri spazi e, dopo sette lunghi anni di assenza dalle scene anche per motivi di salute, sciorina in scioltezza due canzoni eterne come ‘Mare Mare’ e ‘Ci Vuole un Fisico Bestiale’. Occhialone da sole ocra fluo in volto e berretto sul capo, Luca Carboni è tornato e si appresta a inanellar date su e giù per l’Italia in quella che Bonolis prospetta come “una tournèe della miseria!”. Sorge il sospetto che si potessero scegliere parole migliori, ma non importa, spazio all’aneddotica: il conduttore racconta di un Carboni diciannovenne già intenzionato a fare della musica la propria vita. Bocciato all’esame della patente e quindi senza macchina, si fa accompagnare da un cugino all’osteria bolognese ‘Da Vito’ frequentata spesso da cantanti famosi. Invece di portare cassette con i propri brani da far ascoltare, il nostro giovane di belle speranze sceglie ‘un incartamento’ con tutti i testi che aveva scritto fino a lì. Arriva fuori dal locale, c’è addirittura Lucio Dalla, lo vede dalla finestra. Chiede ai camerieri di consegnargli il suddetto ‘incartamento’ e sta a guardare. Dalla legge per un paio di minuti, passa i fogli pure ai commensali. Nota il numero di Carboni e va verso il telefono. A questo punto, incredulo, Carboni irrompe nell’osteria e va a presentarsi a Dalla che, intanto, ha la cornetta all’orecchio: sta chiacchierando con sua sorella per cercare, appunto, lui. Una scena da commedia degli equivoci che vi abbiamo voluto riportare perché troviamo ci sia tutto: i sogni, le speranze, la fortuna, l’incartamento. Carboni si congeda dal palco di ‘Taratatà’ omaggiando proprio il suo ‘talent scout’ con una versione perfetta di ‘Quale Allegria’. Nulla da bocciare qui. Avremmo solo voglia di arrivare al mare, ma teniamo il ritmo con un caffè.
Annalisa è sempre brava, ma sempre uguale: voto 7-
Apre lei la serata, la ‘Bellissima’, Annalisa. Con un medley delle sue hit dalla sanremese ‘Sinceramente’ alla fresca ‘Esibizionista’. Look da dark lady in total black, la rivediamo attorniata dal solito nutritissimo corpo di ballo che le si agita intorno, guancia a guancia, polpaccio a polpaccio, per restituire al pubblico l’impressione che anche lei si muova. Ma così non è, non proprio, lo sappiamo, l’illusione ottica s’è mangiata la foglia già da mo’ oramai. Oltre all’orrendo, non certo per colpa della nostra, duetto con Sangiorgi su ‘Bellissima’, le risentiamo anche intonare ‘Sweet Dreams’ degli Eurythmics. Lo stesso brano che propose a Sanremo 2024 nella serata Cover, ossia in quel bagno di sangue da cui uscì illesa classificandosi terza dietro ad Angelina Mango con ‘La Rondine’ e al primo posto, fischiatissimo, di Geolier. Insomma, Annalisa va al risparmio e si ripete. A ‘Taratatà’, cornice ideale per sperimentare con la muisca, preferisce restarsene a compilare, magistralmente, il proprio sudoku di tormentoni d’acciaio. Non annoia, ma nemmeno spettina per brio. Sempre brava, sempre uguale. Davanti alla perfezione si può sbadigliare?