di
Carlo D’Elia
La procura di Lodi ha aperto un’inchiesta e posto sotto sequestro il ponte pedonale. Due i crolli tra venerdì e lunedì.
«Nel 2021 avevo emanato un’ordinanza perché quel cantiere, per noi, era abusivo. La ditta incaricata aveva deciso di usare come base un’area vicina al fiume dove avevamo chiesto di poter piantare alberi, ma ci è stato negato dal Parco Adda Sud perché probabilmente si doveva realizzare questo intervento. I disagi per i cittadini sono stati tanti, soprattutto per la chiusura al traffico automobilistico del ponte per due mesi per permettere la posa della passerella ciclopedonale. Ora cosa accadrà? Chiediamo chiarezza».
Le parole del sindaco di Crotta d’Adda, Sebastiano Baroni, riassumono il clima di tensione e incertezza che circonda il crollo della passerella ciclopedonale sull’Adda tra il suo comune nel Cremonese e Maccastorna, in provincia di Lodi. Il doppio cedimento della struttura metallica, avvenuto nell’arco dello scorso fine settimana, pochi giorni dopo la posa del calcestruzzo e in attesa del collaudo, ha riportato alla luce alcune delle criticità già emerse negli anni precedenti, trasformando un’infrastruttura pensata come simbolo della mobilità sostenibile e di collegamento tra più province in una vicenda complessa, ora inevitabilmente al centro di una lunga serie di verifiche tecniche da parte dell’autorità giudiziaria.
Tutto è iniziato venerdì intorno a mezzogiorno con il primo crollo che ha coinvolto 50 dei 200 metri complessivi della passerella, quelli nella parte lodigiana: in pochi istanti la struttura metallica si è accartocciata su se stessa finendo direttamente nel fiume. Poi nella notte tra domenica e lunedì un nuovo cedimento, questa volta sul lato cremonese, che ha aggravato ulteriormente la situazione, alimentando la preoccupazione tra i residenti. L’area è stata subito posta sotto sequestro dalla Procura di Lodi, che ora dovrà accertare le cause del crollo ed eventuali responsabilità. Sono attesi accertamenti tecnici sui materiali impiegati e sulle modalità di realizzazione dell’opera, mentre Aipo, l’Agenzia interregionale per il fiume Po, ha convocato una riunione con la direzione dei lavori e soprattutto l’impresa costruttrice per fare il punto e coordinare le prossime azioni per salvare la passerella: un’opera che rappresenta solo un tassello di un progetto più ampio, finanziato con quattro milioni di euro da Regione Lombardia e collegato alla ciclovia Vento, l’itinerario cicloturistico pensato per unire Torino a Venezia seguendo il corso del Po.
Il primo cittadino di Crotta d’Adda non nasconde il timore che la vicenda giudiziaria possa complicare e di molto l’intero progetto, magari lasciando inutilizzabile a lungo l’area: «Abbiamo saputo che c’è il rischio che la zona in riva al fiume venga posta sotto sequestro per questioni di sicurezza, coinvolgendo così direttamente il Comune — spiega appunto il primo cittadino —. Per noi sarebbe una beffa enorme, un doppio danno per intenderci, visto che quegli spazi li utilizziamo per organizzare eventi estivi».
Sul caso anche il sindaco di Maccastorna, Fabrizio Santantonio, che ricopre la carica di presidente della Provincia di Lodi, ha chiesto chiarezza agli enti coinvolti nel crollo: «Tutti si interrogano su come possa essere accaduta una cosa del genere — sottolinea —. C’è incredulità: era un’opera attesa e molto strategica. Ci aspettiamo quindi risposte, anche perché i lavori dell’intero progetto subiranno inevitabilmente un rallentamento significativo. Speriamo senza troppe conseguenze per i cittadini».
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17 febbraio 2026 ( modifica il 17 febbraio 2026 | 07:51)
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