di
Paolo Tomaselli
Dopo il giorno di riposo trascorso in famiglia, nella casa in provincia di Bergamo dove vive con la moglie e la figlia, il giocatore è tornato alla sua routine. Ancora turbato dall’ondata di odio, il difensore interista si è goduto l’abbraccio della squadra in un momento sicuramente non semplice per lui
La faccia assonnata, la voglia di scherzare che non è la stessa di sempre, come non è lo stesso il campo di allenamento. L’Inter trasloca per un giorno da Appiano a Interello per abituarsi al campo sintetico di Bodo dove giocherà domani sera l’andata del playoff di Champions. E il problema principale di Alessandro Bastoni è quello di tutti i suo compagni, ovvero scegliere i tacchetti giusti: per questo la squadra atterrerà in Norvegia nel pomeriggio di oggi e farà l’ultima rifinitura proprio sul terreno artificiale, non di ultima generazione, dell’Aspmyra Stadion, dove i vice campioni d’Europa sono attesi da una temperatura di 3 gradi sottozero, ma percepiti -16 per il vento forte e umido.
Dopo il giorno di riposo trascorso in famiglia, nella casa in provincia di Bergamo dove Bastoni vive con la moglie e la figlia, il giocatore è tornato alla sua routine. Ancora turbato dall’ondata di odio che ha costretto lui e la moglie a bloccare i commenti sui social, il difensore interista si è goduto l’abbraccio della squadra in un momento sicuramente non semplice da gestire per lui, nonostante una serenità quasi ostentata. Anche l’intervento di uomini politici come Enrico Letta («Bastoni non venga convocato in Nazionale), oltre che le accuse di ex allenatori ed ex giocatori, come Fabio Capello e Fulvio Collovati, non hanno certo lasciato indifferente «Basto», che sa di aver sbagliato, soprattutto nell’esultanza sguaiata, ma allo stesso tempo è convinto che la situazione sia sfuggita di mano un po’ a tutti: dalle minacce di morte alla figlia subite sui social, in giù.
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A qualche chilometro dal campo di allenamento interista, il presidente Marotta sta parlando in Lega di «gogna mediatica» ammettendo l’errore del giocatore, con il quale il dialogo in questi giorni non si è mai interrotto. Oggi toccherà allo stesso Bastoni sedersi accanto a Chivu per la conferenza stampa di vigilia di Bodo-Inter: una scelta della società condivisa con Bastoni, che la ha accolta senza tentennamenti, desideroso allo stesso tempo di chiudere in fretta questa pagina poco edificante e di guardare avanti. In questi casi la miglior «terapia» è solamente quella del campo e Cristian Chivu la pensa così ed è intenzionato a schierare titolare domani sera una delle colonne della sua squadra, dopo averlo tolto nell’intervallo di Inter-Juve sabato per evitargli ulteriori guai, vista la grazia ricevuta da La Penna che ha invertito le ammonizioni e ha espulso l’avversario.
Sul caso Bastoni-Kalulu è intervenuto ieri mattina a «Radio Anch’io Sport» su Radio 1 l’ex presidente nerazzurro Massimo Moratti: «Bastoni ha fatto un salto incredibile dopo un allungamento del braccio dell’avversario, che lo ha messo nelle condizioni di approfittarne. La cosa si è risolta in un’ingiustizia, perché Kalulu non aveva fatto un fallo grave. Non so cosa sia passato per la mente a Bastoni in quel momento, certamente ora è in mezzo a una bufera. Povero ragazzo, spero passi in fretta. Chivu chiaramente l’ha difeso pubblicamente, magari a tu per tu gli avrà detto qualcosa».
In realtà il tecnico romeno dopo la difesa d’ufficio post partita («Ammetto che il tocco su Bastoni era leggero, ma era un tocco. Un giocatore esperto come Kalulu poteva non allungare la mano sul braccio di Bastoni. Ma il calcio è questo da cento anni») non ha ritenuto di dover dire nulla di più al suo giocatore, preferendo tornare prima possibile alla normalità. Che significa preparare la sfida «extra» di Champions che l’Inter è costretta a giocare per aver fallito la qualificazione diretta, ironia della sorte, proprio per una spinta leggera di Bastoni su Wirtz del Liverpool, che si è lasciato cadere accentuando la caduta, ottenendo un rigore da 3 punti dopo il quale la sintesi fu che il tedesco aveva fatto il furbo, ma Bastoni era stato molto ingenuo a toccare l’avversario con le due mani.
Il malcostume è generalizzato e radicato, in Italia più che altrove. E nemmeno l’utilizzo della Var ha migliorato di molto la situazione, senza contare che il caso della seconda ammonizione di Kalulu è andato a toccare un aspetto del protocollo (il Var non poteva intervenire) che sarà modificato nei prossimi mesi dall’Ifab. Meglio tardi che mai.
17 febbraio 2026 ( modifica il 17 febbraio 2026 | 09:52)
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