Bastoni mette la parola fine a Inter-Juve: «Ho sbagliato ed è mio dovere ammetterlo»

(di Paolo Tomaselli, inviato a Bodo) Il volto di Alessandro Bastoni è rilassato, non sorride ma tiene il focus durante la conferenza stampa con i giornalisti alla vigilia della sfida Champions col Bodo. Il difensore dell’Inter prova a mettere la parola fine alla vicenda che sabato scorso lo ha riguardato molto da vicino in campo. Il fallo-non fallo di Kalulu, lui che accentua la caduta, il cartellino rosso (doppio giallo) al giocatore della Juventus e l’esultanza sfrenata. Tutto sbagliato. E lui tutto d’un fiato lo riconosce. La prima domanda sui fatti di Inter Juve è scontata. Bastoni rivela innanzitutto di essere stato lui «a voler essere qui e spiegare». E poi: «Ho voluto essere qua, si è parlato più di quanto immaginassi, ho aspettato qualche giorno per rivedere quello che è successo: mi prendo la mia responsabilità, la cosa della quale mi dispiaccio è il comportamento successivo. Un essere umano ha diritto di sbagliare e il dovere di riconoscerlo che il contatto è stato accentuato. Ora vedrete il Bastoni che è sempre stato».

Il difensore dell’Inter non cerca alibi ma condanna la gogna mediatica che quell’episodio ha scatenato. «Dal punto di vista personale non mi ha toccato, siamo abituati. Sono abile nel gestire la situazione, mi dispiace più per mia moglie e per mia figlia, che ancora non capisce la situazione. Le minacce vanno condannate, mi dispiace anche per La Penna». Se Bastoni prova a mettersi tutto alle spalle con un esercizio intellettualmente onesto di verità, l’allenatore Chivu non cambia la posizione espressa a caldo nel post gara («Il tocco è leggero ma c’è stato») e aggiunge: «Resto della mia idea, quello che ho detto è la realtà. Basta con i moralismi, il calcio è fatto di queste cose». Rispolvera i torti subiti dalla sua Inter e cita il Napoli: «Noi abbiamo subito un torto a Napoli e lo dico solo oggi, per la prima volta. La stagione è ancora lunga, non ci dimenticheremo di come siamo stati dipinti».