Rimini, 17 febbraio 2026 – “Un’iniziativa di pessimo gusto, oggettivamente lesiva del sentimento religioso di molti fedeli”. Questa volta a prendere la parola è la Diocesi di Rimini. In via IV Novembre non hanno digerito il bitter sacrilego. A dirla tutta l’ambientazione pensata dall’azienda, che per tre giorni ha riempito il proprio stand al Beer&Food Attraction in Fiera a Rimini, ha creato più di un mal di pancia.

L’indignazione della Diocesi

“La Diocesi esprime il proprio rammarico e la propria ferma deplorazione per l’iniziativa promossa da un’azienda lombarda, che ha allestito uno spazio espositivo con una scenografia che riproduce l’interno di una chiesa, nella quale, accanto a finti frati, alcune figuranti, vestite da finte suore, sono intente a distribuire ai visitatori ‘la comunione’ con finte ostie e a partecipare a una ‘messa’ pomeridiana con aperitivo”.

Uno stand allestito con richiami al monastero al Beer&Food Attraction in Fiera a Rimini

Uno stand allestito con richiami al monastero al Beer&Food Attraction in Fiera a Rimini

Successo in Fiera

In Fiera la trovata promozionale è riuscita. In tanti si sono fatti trasportare dagli ambienti che richiamavano icone cattoliche e ambientazioni molto più vicine ai monasteri che alla festa della birra.

“Iniziativa di pessimo gusto”

Il primo a scandalizzarsi era stato il consigliere comunale della Lega, Andrea Pari, per il quale si era oltrepassato il limite. La sensibilità di un politico lesa dalle finte suore. Ma con la Diocesi si va oltre e ci si interroga sul rispetto della religione e dei fedeli. “Pur nel rispetto della libertà di espressione e dell’iniziativa economica, riteniamo che quanto proposto travalichi il legittimo ambito della creatività commerciale per configurarsi come un’iniziativa di pessimo gusto, oggettivamente lesiva del sentimento religioso di molti fedeli”.

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Nell’iniziativa dell’azienda lombarda la Diocesi ammette la “libertà di espressione e l’importanza di trovare strategie commerciali”, ma in nome del fare impresa e del sentirsi liberi di esprimersi come meglio si crede, si sarebbe superato il limite perché “l’Eucaristia rappresenta per i cattolici il cuore della fede e della vita ecclesiale. Ridurla a espediente scenografico o strumento promozionale significa banalizzare e svilire un sacramento che per milioni di persone è segno vivo della presenza del Signore e fondamento della comunità cristiana. Simili modalità comunicative rischiano di scadere in un vero e proprio dileggio della religione cattolica e dei suoi riti più sacri“.

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Agli organizzatori l’invito a vigilare sui contenuti

Il messaggio è rivolto a tutti, a chi è credente, a chi non lo è e a chi crede ad altro, perché per prima cosa la Diocesi pone un tema: il rispetto. E nel farlo tira le orecchie anche a chi ha accolto in Fiera lo spettacolo, ovvero Ieg, l’organizzatore di Beer&Food Attraction. “Nel ribadire il rispetto e la libertà di espressione per tutti, la Diocesi invita gli organizzatori della manifestazione a vigilare con attenzione sui contenuti e sulle modalità delle iniziative ospitate all’interno dei propri spazi espositivi, affinché non si verifichino ulteriori episodi che possano ferire la sensibilità di tanti cittadini. Confidiamo che prevalgano sempre il senso di responsabilità, il rispetto reciproco e una più attenta considerazione dei valori che sono parte integrante della storia e dell’identità del nostro territorio”.

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La risposta dell’azienda: “Non volevamo mancare di rispetto”

Ma dopo la presa di posizione della Diocesi è arrivato anche il ‘rammarico’ dell’azienda Fusetti. “Rammarico” per aver urtato “la sensibilità di alcune persone” perché “l’intento dell’azienda era esclusivamente quello di proporre un momento di intrattenimento leggero e ironico, coerente con il linguaggio creativo e con lo spirito conviviale che da sempre caratterizza il mondo dell’aperitivo”.

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“Non vi è mai stata alcuna volontà di mancare di rispetto a simboli religiosi – dice l’azienda – credenze o convinzioni personali. L’azienda è consapevole che la comunicazione pubblica richiede particolare attenzione e sensibilità e, proprio per questo, ha già avviato una revisione interna delle proprie linee guida creative e delle modalità di attivazione promozionale negli eventi pubblici, affinché le future iniziative tengano conto non solo dell’efficacia comunicativa ma anche del contesto culturale e della sensibilità del pubblico”. Fusetti precisa anche che le attività non hanno coinvolto in nessun modo Ieg, l’ente organizzatore che gestisce la fiera di Rimini.