Il Financial Times visiona in anteprima il testo dell’Industrial Accelerator Act : “Sarà possibile sostenere l’acquisto solo di vetture elettriche o ibride assemblate all’interno dell’Unione, con almeno il 70% dei loro componenti prodotti nei Paesi membri”
Gianluigi Giannetti
17 febbraio – 13:12 – MILANO
Dimentichiamo gli incentivi auto come li abbiamo visti finora in Italia, destinati cioè a sostenere l’acquisto di un veicolo premiando il minor valore possibile di emissioni di CO2 allo scarico. La Commissione europea si appresterebbe infatti a definire un metodo diverso, destinato ad essere applicato obbligatoriamente in tutti e 27 i Paesi dell’Unione. Dunque imposto anche all’Italia. Per il prossimo 25 febbraio è prevista la pubblicazione dell’Industrial Accelerator Act, programma destinato a rafforzare l’industria europea con l’intenzione di proteggerla dalle importazioni in arrivo dall’Asia. Il quotidiano economico Financial Times ha già visionato la bozza del documento, facendo trapelare anticipazioni determinanti che riguardano il settore auto. Qualsiasi forma di incentivo nazionale potrebbe essere concesso solo a modelli assemblati qui, con una grande percentuale di componenti prodotti effettivamente nell’Unione. Si tratterebbe di una svolta storica, che taglierebbe di fatto fuori le vetture elettriche ed ibride di fabbricazione cinese da qualsiasi futura campagna di ecobonus, anche in Italia.
Quasi protezionismo—
Formalmente l’Industrial Accelerator Act mira a proteggere le industrie dell’UE, in parte imponendo che gli appalti pubblici tengano conto delle emissioni di anidride carbonica. Nella sostanza, secondo quanto anticipato dal Financial Times, si troverebbe però ad agire come strumento di protezionismo ad ampio spettro, capace quindi di incidere su ogni e qualsiasi campagna di incentivi all’acquisto finanziata da ciascun Paese dell’Unione. Secondo le indiscrezioni, la bozza prevede che i nuovi veicoli elettrici, a motore ibrido e perfino ad idrogeno con celle a combustibile, possano beneficiare di programmi statali di ecobonus rispettando necessariamente una condizione territoriale. I veicoli “destinati all’acquisto da privati o noleggiati per enti pubblici cioè devono essere assemblati all’interno dell’UE e avere almeno il 70% dei loro componenti in valore, esclusa la batteria, prodotti nell’Unione“. È precisamente questo il cuore dell’anticipazione fornita dal Financial Times.
oltre il green deal—
Ad una prima analisi, la svolta è talmente netta da indurre ad una considerazione evidente, di natura politica e assieme strategica. L’esclusione del vincolo di una batteria necessariamente fabbricata nell’Unione, che quindi non costringe o stimola investimenti da parte delle case costruttrici europee, sembrerebbe un segnale fin troppo chiaro. L’Industrial Accelerator Act non si presenta affatto come misura destinata a confermare i programmi a lunga scadenza imposti a suo tempo dal Green Deal, ma anzi conferma il clima di generale revisione a cui fa riferimento la recente proposta della Commissione. Il tema non è più il divieto alla vendita di vetture a benzina e gasolio oltre il 1° gennaio 2035, ma casomai la ben più immediata difesa dell’industria pesante. Come sottolinea il Financial Times, il requisito del 70% dei componenti di fabbricazione continentale è oggetto di una trattativa destinata a durare molte settimane, ma il principio di una nuova disciplina europea per gli incentivi auto, invece, sembra ormai già definito.
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