Le Olimpiadi ci hanno ricordato ancora una volta che il bidet divide il mondoIl produttore di pulsanti Barbe (Klaus Schwarzkopf) porta sempre in viaggio un bidet (Getty Images)

Il produttore di pulsanti Barbe (Klaus Schwarzkopf) porta sempre in viaggio un bidet (Getty Images)

Il bidet è tornato prepotentemente al centro del dibattito internazionale, e non per merito di un nuovo catalogo di arredamento. La miccia è stata un post virale della giornalista statunitense Alicia Lewis durante le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026: davanti al sanitario, ha confessato candidamente di non avere idea di come approcciarlo, in particolare era stupita che l’acqua uscisse dall’alto verso il basso e non al contrario. Questo “shock culturale” digitale ha aperto una riflessione globale su un oggetto che divide le geografie dell’igiene.

Questo racconto esplora le radici nobili del bidet, le ragioni del suo legame indissolubile con l’Italia, il rifiuto ostinato del mondo anglosassone e la sua metamorfosi tecnologica in Giappone, fino a toccare la nuova sensibilità ecologica che lo vede come protagonista della sostenibilità moderna.