di
Simone Golia

Dopo aver tagliato il traguardo battendo gli americani, l’azzurro ha replicato il noto gesto diventato famoso grazie alla star Nba

Quando Andrea Giovannini ha unito le mani posizionandole ai lati della testa inclinata, a tutti è tornato in mente Steph Curry. Sì, il nostro azzurro — che insieme ai compagni Davide Ghiotto e Michele Malfatti aveva appena stracciato gli Usa nella finale per l’oro dell’inseguimento a squadre nel pattinaggio di velocità (distacco di addirittura 4”51, gara senza storia) — ha scelto di celebrare il trionfo replicando l’esultanza della star Nba, 37 anni, icona del basket americano, uno dei cestisti più forti di sempre. Significato? «Vi abbiamo mandato a letto. Buonanotte e tanti saluti». 

Un’esultanza che il mondo ha definitivamente conosciuto alle Olimpiadi di Parigi, nel 2024, quando Curry trascinò gli Usa alla quinta medaglia d’oro di fila nel basket con quattro triple nella volata della finale vinta contro la Francia. La scena si è ripetuta più volte: palla che accarezza la rete del canestro e Curry che unisce le mani inclinando la testa. Un’immagina nata nel 2022, nel trionfo dei suoi Golden State Warriors contro Boston. Anzi, in realtà prima, nella serie playoff contro Denver «Era Gara 3 e pensavo tra me e me: “Dobbiamo finirla, dobbiamo chiudere la partita e farli addormentare”  — svelò lo stesso Curry — Vedere come si sta diffondendo a macchia d’olio in tutto il mondo e nello sport è davvero fantastico». 



















































Curry festeggia così dopo aver realizzato un tiro potenzialmente decisivo o che mette l’avversario fuori partita quando il tempo sta per scadere. Nel basket, questo tipo di tiri viene comunemente chiamato «dagger». E il «Golden Dagger» per eccellenza si è verificato alle Olimpiadi di Parigi, con le triple che stesero la Francia. 

17 febbraio 2026 ( modifica il 17 febbraio 2026 | 19:39)