Venerdì 13 febbraio si è tenuta a Villa Mina la premiazione del concorso fotografico “Uno scatto nel bosco”, organizzato dal CAI Arenzano in occasione della Giornata Nazionale degli Alberi.

Tra i 35 partecipanti, la giuria, composta da Patrizia Lanna, Giulio Oliveri e Andrea Parodi, ha assegnato tre premi per i migliori classificati e tre menzioni speciali.

LA CLASSIFICA DEL CONCORSO

– Prima classificata “Luce nel bosco” di Orazio Lo Crasto
– Seconda classificata “Respiri nella nebbia” di Franco Ameli
– Terza classificata “Pioggia di foglie nella Riserva di Val Alba” di Daniela Dionisi.

LE MENZIONI SPECIALI

– “Perseveranza nella nebbia” di Giorgio Baccino
– “Reunion: l’albero del Piton della Fornaise” di Dario Gasparo
– “Il tempo si è fermato” di Federico Giusto.

LE MOTIVAZIONI DELLA GIURIA

Fotografare bene il bosco non è sempre scontato. Spesso c’è troppo “disordine”, troppi alberi, troppi rami, troppi rovi, altre volte risulta banale, la luce penetra a volte poco e male e non si riesce a trovare in quei segni l’emozione che è lì, durante la nostra presenza. Si sa gli odori, i rumori, i fruscii non si possono vedere in una foto, non li sentiamo, si possono solo immaginare e nella nostra memoria evocare.

Queste foto hanno colto quei momenti e quelle luci che sono in grado di suggestionarci e suggerire quelle sensazioni che gli altri nostri sensi non potrebbero sentire. L’hanno fatto con cura della tecnica e dell’inquadratura e sicuramente con la grande emozione che ci coglie passeggiando nei boschi.

In particolare i commenti di due membri della giuria: 
– “Luce nel bosco”, prima classificata:
“Questa è una bella luce tipica nei boschi ma colta con grazia e precisione tecnica” (Patrizia Lanna)
“Un momento magico, i raggi solari penetrano tra le chiome risaltando la vita del bosco che ricomincia a vivere. La scelta dell’inquadratura e la tenuità della luce risaltano il microcosmo vegetale” (Giulio Oliveri)

– “Respiri nella nebbia”, seconda classificata:
“Uno sguardo non inusuale ma con una bella profondità fatta di colori e linee” (Patrizia Lanna)
“La forza emergente della natura spinge in alto i fusti che sembrano correre per formare una corolla multicolore. Perfetta la scelta dei punti di fuoco che valorizzano l’ambiente con le giuste sfocature”(Giulio Oliveri)

– “Pioggia di foglie nella Riserva di Val Alba”, terza classificata:
“Un attimo che si coglie raramente, così tante foglie arancioni improvvisamente tra sempreverdi e il buio del bosco a raccoglierne il contrasto” (Patrizia Lanna)
“In un autunno ancora indeciso basta un refolo di vento per creare una pioggia di foglie, forse un preavviso di nevicata. Un giusto mix di cedui e sempreverdi accompagnano la buona inquadratura” (Giulio Oliveri)

Le menzioni speciali:
– “Perseveranza nella nebbia”:
“Una figura umana, un albero alto con una lunga storia di venti e lotte, isolati dal resto dello spazio, lontano ombre leggere di alberi e sotto il nulla. C’è una storia completa del bosco e dell’uomo piccolo ma presente nonostante tutto” (Patrizia Lanna)
“Ottima composizione. Il vecchio albero ed il giovane escursionista immortalati in un ambiente silenzioso ed ovattato (Giulio Oliveri)

– “Reunion: l’albero del Piton della Fornaise”:
“Una fotografia ben costruita, la luce dell’albero che si lega al cielo stellato. Tanto stellato come non se ne vede quasi più in Italia. La chiarezza e la ricchezza di particolari è notevole e ci conferma l’abilità tecnica dell’autore” (Patrizia Lanna)
“Una magia in ambiente notturno. La galassia sembra infondere nell’albero un soffio vitale che illumina l’immediato intorno. Ottime le scelte di tempi e diaframmi (Giulio Oliveri)

– “Il tempo si è fermato”:
“Contrapposta completamente alle altre, un deserto, pone molte domande attualissime. Un bosco che forse c’era e ora non c’è più… come potrebbe essere il nostro futuro, sicuramente in alcuni posti del mondo già sta succedendo. Ben disegnata, attraggono i colori vividi e saturi che rendono l’immagine quasi ambigua, bella e terribile insieme” (Patrizia Lanna)
“Uno studio accurato di colori e volumi che sembrano accogliere le mute richieste degli alberi che furono” (Giulio Oliveri)