di
Lorenzo Cremonesi

L’Afp: Kiev ha ripreso 200 chilometri quadrati. Avanzate a sud-est. La Difesa ucraina parla di 35 mila soldati russi morti a gennaio, ma Mosca nega

BASE DELLA 157ESIMA BRIGATA – Droni, droni e ancora droni: sono l’arma del presente sul fronte russo-ucraino, preannunciano le guerre del futuro e dominano i pensieri di tutti gli esperti di questioni militari. Quasi l’80% delle perdite nei due eserciti sono ormai dovute a quest’arma. Sono ancora soprattutto i droni che stanno permettendo agli ucraini di resistere all’invasione a quattro anni dal suo inizio e negli ultimi giorni, sembra, persino di guadagnare terreno ricacciando le avanguardie russe. Forse sino a 200 chilometri quadrati strappati ai soldati di Mosca tra mercoledì e domenica scorsi.

La notizia rimbalza da inizio settimana tra i blogger militari nei due campi. Ma usiamo il condizionale perché si tratta di avanzamenti nella cosiddetta zona grigia, ossia quella parte di territorio che nessuna delle due parti controlla e perché le due propagande contribuiscono ad aggiungere le ambiguità della disinformazione al caos connaturato alla guerra. Nella base della 157esima brigata meccanizzata vicino al fronte con la Russia nel nord del Paese (per ragioni di sicurezza non possiamo specificare il luogo) gli ufficiali ci spiegano che al momento lo sforzo maggiore è concentrato nel difendere le postazioni dei dronisti dagli attacchi russi. «Costruiamo droni con maggiore autonomia per attaccare le retrovie e così fanno i russi contro di noi. È una gara per avere batterie cinesi potenti e droni più leggeri. Noi usiamo la fibra di carbonio, i russi leghe di alluminio».



















































Gli esperti di faccende militari citati dalla France Press utilizzando dati dello Institute for the Study of War di Washington e oggi ripresi da alcuni media ucraini segnalano che, se confermati, i 200 chilometri quadrati riconquistati in meno di una settimana rappresenterebbero l’avanzata ucraina più cospicua da quelle del giugno 2023 e sono simili per estensione ai successi russi nello scorso dicembre. «I contrattacchi ucraini fanno leva sul recente blocco di Starlink alle forze armate russe, che i blogger militari di Mosca affermano avere creato enormi problemi alle comunicazioni tra le unità al fronte e anche all’utilizzo dei droni», riportano le fonti. 

Il problema delle comunicazioni per i russi è stato accentuato anche dalla decisione di Putin di tagliare i collegamenti con Telegram. Il Cremlino tende a censurare le notizie diffuse in Rete, specie quelle relative alle ingenti perdite. Di recente il nuovo ministro della Difesa ucraino, Mykhailo Fedorov, ha sostenuto che tra morti, feriti e dispersi i russi avrebbero perso 35.000 soldati in gennaio e 30.000 in dicembre. Un dato smentito da Mosca, però considerato credibile dagli analisti occidentali. Resta il fatto che gli ufficiali russi ricorrevano usualmente a Telegram per impartire gli ordini alle pattuglie. Martedì Fedorov ha specificato che anche l’uso dei droni di terra è in forte aumento: oltre 7.000 missioni in gennaio, che contribuiscono a sopperire alla carenza di soldati.

I blogger e gli ufficiali ucraini che comunicano in Rete spiegano che le avanzate più importanti avvengono nella direzione a sud-est di Zaporizhzhia e attorno a Huliaipole. Se fosse confermato, significherebbe che i tentativi ucraini di cacciare indietro le teste di ponte russe, le quali ultimamente coi loro droni kamikaze già minacciavano la vita civile di Zaporizhzhia, stanno riscuotendo almeno un parziale successo. Avanzate limitate sono registrate anche nel settore di Kharkiv e nel Donbass, specie a Kostiantynivka, a Novopavlivka e attorno alla città contesa di Pokrovsk. Va però aggiunto che le fonti ufficiali nel ministero della Difesa a Kiev restano in silenzio. Un alto ufficiale ucraino che in Rete è noto col soprannome di Alex ed è considerato affidabile denuncia apertamente le «esagerazioni senza fondamento» e nega decisamente che si possa parlare di una «controffensiva» ucraina. «Per ora vediamo soltanto piccoli aggiustamenti tattici di alcune unità. I russi stanno aumentando le loro forze e in alcuni settori la nostra situazione è nettamente peggiorata».

18 febbraio 2026