di
Alessia Conzonato
Se anche ora lo Spid è a pagamento, ci sono alternative gratuite e semplici per continuare a utilizzare i servizi pubblici digitali: ecco come si fa con la carta d’identità elettronica
A dieci anni dal suo lancio, lo Spid (Sistema pubblico di identità digitale) è a pagamento a partire dal primo gennaio 2026. Con Poste Italiane – che gestisce la quota maggioritaria di utenze (oltre 24 milioni) – l’importo è di 6 euro all’anno a partire dal secondo anno di attivazione del servizio. Il primo, invece, è gratuito per tutti i nuovi utenti. Essendo una novità introdotta precedentemente anche da Aruba, InfoCert e Register.it, sono molti i cittadini italiani che stanno valutando alternative di identità digitale. Prima fra tutte spicca la Cie (Carta d’identità elettronica).
Tariffe e pagamenti
Altri provider privati applicano tariffe differenti, che possono oscillare tra i 5 e i 12 euro annui, con picchi più elevati per i profili ad uso professionale o per l’aggiunta di servizi extra. Alcune categorie di cittadini, però, sono esenti dal pagamento: minorenni, cittadini con età pari o superiore a 75 anni e residenti all’estero. Per procedere con il saldo, sarà Poste a inviare una mail al termine del primo anno gratuito, avvertendo della disponibilità di 30 giorni di tempo per decidere se pagare 6 euro o disdire il servizio. Il versamento può essere effettuato online tramite sito posteid.poste.it o sull’app PosteID oppure negli uffici postali. Sarà necessario il codice fiscale del titolare dell’identità digitale che si intende rinnovare (la propria o di un’altra persona se lo si effettua per suo conto).
Il mancato rinnovo
Nell’eventualità che l’utente si dimentichi di rinnovare l’identità digitale Spid con Poste, il servizio rimarrà attivo per altri 24 mesi dall’ultimo accesso senza, però, poter usufruire delle funzionalità perché l’accesso risulterà temporaneamente sospeso. Procedendo il pagamento annuale, poi, sarà possibile riattivarlo in qualunque momento.
L’alternativa (gratis) della Cie
Di alternative gratuite ce ne sono diverse ma la più valida e semplice da adottare è sicuramente la Cie, documento d’identità dei cittadini italiani, emesso dal ministero dell’Interno, che sostituisce il formato cartaceo. Lo Stato lo ha designato come futura identità digitale a titolo nazionale che entrerà anche nel progetto IT Wallet, una sorta di portafoglio elettronico che intende semplificare l’accesso ai servizi pubblici e privati, consentendo una gestione più sicura di dati e documenti personali online e facilitando l’interazione tra cittadini, Pubbliche amministrazioni (Inps, Agenzia delle Entrate o Fascicolo sanitario) e aziende. Il grado di sicurezza è il medesimo dello Spid di livello 2 e, per utilizzare la carta, sono necessari i codici PIN e PUK, che vengono forniti in due momenti diversi: una parte dal Comune, quando si richiede la carta, e una parte arriva per posta direttamente assieme alla Cie.
Come funziona
È importante specificare che, per utilizzarla, servono anche dispositivi compatibili: uno smartphone compatibile con Nfc oppure un computer dotato di lettore di smart card. Non c’è bisogno di attivare la carta con una procedura specifica ma è sufficiente il primo accesso, per cui è fondamentale anche il codice Pin. Su un iPhone o un cellulare Android è necessario scaricare l’app CieID: dopo aver selezionato «accedi con Cie» sul sito del servizio pubblico, la procedura rimanderà all’app con la richiesta delle otto cifre. A quel punto, la carta deve essere avvicinata al retro dello smartphone per consentire la lettura del chip.
La diffusione della carta digitale non è ancora completa. Il governo italiano punta a raggiungere il 70% della popolazione entro metà giugno 2026, con la possibilità di agganciare quel 30% dei cittadini a posteriori o anche lasciare che continui a dipendere da Spid a pagamento o gratuito.
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18 febbraio 2026
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