di
Federico De Rosa

Il board di Wbd concede una settimana a Ellison per presentare una proposta definitiva e vincolante. Ma continua a raccomandare ai soci la vendita a Netflix

David Ellison riesce a riaprire la partita su Warner Bros Discovery, ottenendo a sorpresa dal board la possibilità di presentare un’offerta sul gruppo di Hollywood, che sembrava ormai destinato a finire nelle mani di Netflix che ha già chiuso un accordo per l’acquisto. Paramount/Skydance ha tempo fino al 23 febbraio per presentare la sua «offerta migliore e definitiva» ha comunicato Warner Bros, che ha convocato l’assemblea degli azionisti il 20 marzo per votare l’offerta di Netflix, su cui il board mantiene la sua raccomandazione.

La battaglia in assemblea

Si annuncia dunque battaglia in assemblea tra Ellison e il colosso dello streaming per la conquista di una delle storiche major di Hollywood. Paramount Skydance ha messo sul tavolo 108 miliardi di dollari per acquistare l’intero perimetro di Warner e non ha mollato la presa nemmeno dopo il via libera vincolante all’accordo con Netflix, avviando cause e lanciando un’offerta ostile sul mercato. Offerta migliorata in più di un’occasione ma senza riuscire ad ottenere l’ascolto del board, che invece adesso ha ottenuto una deroga da Netflix per confrontarsi con Paramount e verificare se il gruppo sia in grado di presentare un’offerta definitiva e superiore a quella del rivale. 



















































L’offerta di Paramount

Ellison finora ha lasciato inalterato il prezzo introducendo incentivi, come l’impegno a coprire la penale da 2,8 miliardi di dollari che Warner dovrebbe riconoscere a Netflix in caso di rottura dell’accordo e un indennizzo di 25 centesimi per azione per ogni trimestre in cui l’operazione non fosse ancora chiusa a partire dal 2027. Paramount punta inoltre a ottenere l’ingresso nel board di nuovi consiglieri, nel tentativo di rafforzare la propria posizione. E non è escluso che Ellison possa anche decidere di aumentare il prezzo dell’offerta da 30 a 31 dollari per azione, come sostengono alcune voci.

La posizione di Netflix

Netflix in una nota diffusa ieri è tornata a ribadire la bontà della propria proposta — che valuta la major di Hollywood 82,7 miliardi di dollari, lasciando fuori i canali tv lineari destinati a Discovery Global —, sottolineando che si tratta dell’unica raccomandata dal board ed evidenziando invece le criticità di quella avversaria. Ellison viene accusato di aver dato agli azionisti di Warner Bros Discovery una rappresentazione fuorviante del percorso regolatorio che dovrebbe affrontare l’operazione, semplificandolo. Il gruppo guidato da Ted Sarandos e Greg Peters ha sottolineato come l’operazione di Paramount metterebbe insieme due dei cinque principali studios di Hollywood, i due principali distributori di contenuti nelle sale e di contenuti sportivi e due network di news. 

Il nodo Trump

La procedura autorizzativa, dunque, non sarebbe così semplice come dice Ellison, sostiene Netflix. Va tenuto conto tuttavia del «vantaggio» su cui potrebbe far leva Paramount visti gli stretti rapporti tra il padre del fondatore, il patron di Oracle Larry Ellison — che ha garantito personalmente 40 miliardi di dollari al figlio per l’offerta — e Donald Trump che ha interesse soprattutto a che la Cnn, critica verso la sua amministrazione, esca dal perimetro di Warner Bros Discovery.

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18 febbraio 2026