L’uomo oggi avrebbe un’età tra i 65 e i 70 anni e avrebbe raccontato di aver partecipato ai «safari umani» in Bosnia durante l’assedio di Sarajevo: cacciatore di selvaggina di grossa taglia, lo avrebbe rivelato ad altri cacciatori
Tra i cecchini di Sarajevo ci sarebbe stato anche un piemontese, un cacciatore di selvaggina di grossa taglia e appassionato di armi. A rivelarlo è Il Fatto Quotidiano, che sottolinea come l’uomo si sarebbe vantato di aver sparato soprattutto alle donne, il suo «bersaglio preferito», oltre a uomini e bambini. Della vicenda si sta occupando la Procura di Milano, che ha nel frattempo iscritto nel registro degli indagati un ottantenne ex camionista residente in provincia di Pordenone: il pm Alessandro Gobbis e il procuratore Marcello Viola lo hanno già interrogato e gli contestano l’omicidio volontario continuato, aggravato dai motivi abietti. Stando ad alcuni testimoni, in passato l’80enne si sarebbe vantato di aver sparato sui cittadini di Sarajevo durante la guerra in Bosnia negli anni tra il 1992 e il 1995. Ma davanti ai magistrati milanesi ha respinto le accuse e negato di aver preso parte ai cosiddetti «safari umani».
Tornando al presunto cecchino piemontese, secondo Il Fatto Quotidiano avrebbe un’età tra i 65 e i 70 anni, sarebbe un ex dipendente pubblico appassionato di armi e verrebbe descritto come apertamente misogino. Avrebbe riferito di essere stato uno dei «cecchini del fine settimana» sulle colline attorno a Sarajevo, e lo avrebbe rivelato durante alcuni momenti conviviali che si sarebbero creati dopo le battute di caccia all’interno di casolari nei boschi nei quali i cacciatori si riunivano per la macellazione delle prede. E in quelle occasioni l’ex dipendente pubblico si sarebbe vantato di essere andato a Sarajevo durante l’assedio della capitale bosniaca e che il suo «bersaglio preferito» erano le donne.
18 febbraio 2026 ( modifica il 18 febbraio 2026 | 11:35)
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