Dopo un periodo di rehab, ho rivisto «È sempre Cartabianca» e il sospetto che coltivavo ha preso forma in modo definitivo: Bianca Berlinguer è la nuova Barbara D’Urso. Non solo per l’uso smodato delle luci facciali, ma soprattutto perché ha trasformato un «talk show d’approfondimento» in un varietà. Alla lettera: uno spettacolo d’arte varia, una successione libera di numeri di generi diversi — politica, comicità, trasformismo, Garlasco (ormai è un genere a sé), acrobazie verbali, eccetera.
Come Barbarella, Bianchina sa assemblare la tv del dolore, dell’orrore, dell’amore, dell’umore, dell’afrore, del clamore: ore e ore e ore di piccoli o grandi sensazionalismi per attrarre un pubblico che riconosce in lei una figura aureolata e insieme un po’ egoriferita (come il suo amico Massimo Giletti).
Il programma si è aperto con la notizia di un nuovo cuore per il bimbo trapiantato di Napoli (miracolo dopo l’intervento di Giorgia Meloni?) e ogni servizio veniva sapientemente interrotto da un collegamento con l’inviata acquartierata davanti all’ospedale Monaldi, in compagnia dell’avvocato di «mamma Patrizia». Il quale se n’è uscito con questa frase – «Stanno cercando di aggiudicarsi il cuore» – come se fosse in corso una roulette con altri tre bambini in attesa di trapianto.
Col tempo, il più assennato di tutti sembra ormai Mauro Corona, dispensatore di sapienza montanina (deve solo stare attento ad Andrea Scanzi, che lo imita sempre di più). Bianchina ha parlato di tutto, seguendo una logica apparentemente incongrua che però lasciava intravedere un’intenzione tortuosa e sfuggente: uno di quei laboriosi rompicapi con cui gli dèi dell’etere sfidano l’intelligenza dei mortali.
Ha servito un cocktail di ospedale, referendum, CasaPound, Federica Brignone, Andrea Pucci, la scoperta del bidet da parte delle atlete americane, Valentina Persia, lo scontro fra Fratoianni e Mario Giordano, il carnevale del Doge…
Ci sono persone che, invece di restare stordite dal proprio disorientamento, riescono a trasformarlo in uno spettacolo senza filo narrativo. Come faceva D’Urso.
18 febbraio 2026 ( modifica il 18 febbraio 2026 | 18:17)
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