di
Maria Strada

Simone Biles ha scritto a Ilia Malinin dopo il crollo olimpico: «L’ho vissuto in prima persona, ero preoccupata per la sua salute mentale». I due si sono incontrati a Milano: «Spero sia stato utile per lui»

Simone Biles conosce molto bene i demoni che si possono avere nella testa. Nel 2021, alle Olimpiadi, avrebbe dovuto vincere sei medaglie d’oro da regina della ginnastica, ma la superstar scelse di denunciare i suoi «Twisties», un blocco mentale scatenato dallo stress o dall’ansia. Lasciò quelle Olimpiadi estive «solo» con un argento a squadre partecipando nella prima giornata di gare, e un bronzo alla trave all’ultima, dopo essersi presa una pausa.

Venerdì Biles era spettatrice al Forum di Assago per il programma maschile del pattinaggio artistico, quella gara che, dicevano tutti, avrebbe vinto Ilia Malinin.  E nel quale il 21enne statunitense non solo ha perso, ma è proprio crollato in un modo inimmaginabile.  Rimanendo poi a piangere accanto a suo padre-allenatore, disperato



















































Biles così ha deciso di scrivere a Malinin non tanto per consolarlo, quanto per offrirgli un primo sostegno psicologico: «Ero davvero preoccupata per la sua salute mentale», ha detto Biles a Olympics.com. «Quando ci si aspetta che tu faccia la prestazione della tua vita e non ci riesci, mi preoccupo di come questo influisca sulla sua psiche e di come il mondo guarderà a tutto ciò. L’ho vissuto in prima persona e quindi sono entrata davvero in modalità protezione».

Biles a Tokyo arrivava dalle quattro medaglie d’oro dei Giochi di Rio 2016 e avvertì una pressione eccessiva, la stessa che Malinin dopo il ko ha denunciato mostrando un forte disagio sui social. 

Dopo Tokyo, Biles si è presa una pausa ed è tornata a vincere tre ori e un argento ai Giochi di Parigi 2024. Ma a Malinin ha voluto comunicare che quel comeback non è stato realizzato da un giorno all’altro: «È stato un processo di un paio d’anni», ha detto la 28enne. «Penso che le persone abbiano l’idea sbagliata che io mi sia semplicemente svegliata un giorno e tutto fosse tornato a posto. Ma è stata una combinazione di andare avanti ogni giorno, di macinare in palestra, ma anche fuori». 

Quando ha visto il bicampione mondiale Malinin cadere alla sua prima sconfitta in oltre due anni, ha risposto senza esitazione. «È stato davvero straziante», ha detto. «Ho fatto un paio di punti elenco e glieli ho inviati subito in modo che sapesse di avere sostegno sotto un aspetto diverso».

Ieri, martedì, i due si sono incontrati a Milano. E il pattinatore ne ha tratto beneficio: «Vedere qualcuno e parlare con qualcuno che ha attraversato la stessa cosa e che lo conferma… lui ha detto: “Oh mio Dio, sì, è esattamente così che mi sento. Ecco come superarlo o elaborarlo”. E quindi penso che sia stato davvero, si spera, utile per lui».

18 febbraio 2026 ( modifica il 18 febbraio 2026 | 15:39)