Sinner bene anche contro Popyrin: ai quarti c’è Mensik

(Marco Calabresi) Buona la prima contro Machac, buona la seconda contro Alexei Popyrin, anche in questo caso senza dover ricorrere al terzo set. Particolare non trascurabile, considerando che a differenza degli Slam e di quasi tutti i Masters 1000 qui si gioca tutti i giorni. A Doha, nel giorno in cui i primi due giocatori del mondo si danno il cambio e sotto gli occhi di Holger Rune in tribuna e in fase di recupero dall’infortunio al tendine d’Achille, Jannik Sinner fa da apripista, chiamando in campo Carlos Alcaraz e il suo avversario di oggi, il francese Valentin Royer.

L’ottavo di finale contro l’australiano, che prima di battere una wild card locale aveva perso dieci partite di fila – la prima delle quali proprio contro Sinner, al secondo turno dello US Open – non è stato a senso unico come il match con Machac, ma la sensazione di andare in sofferenza Jannik non l’ha mai provata: Popyrin ha provato a fare partita pari rimanendo il più vicino possibile alla riga di fondo negli scambi ma non appena Jannik (più performante con la prima rispetto al debutto, chiuderà con il 74% e il 79% di punti vinti con la prima) ha però alzato la temperatura del suo gioco, la differenza si è vista tutta.

Il primo set si è deciso con un’unica palla break che ha portato Sinner sul 4-2: schema perfetto, campo aperto col diritto, volée sempre dallo stesso lato e smash. Nel secondo, invece, il game decisivo per la chiusura è stato l’undicesimo: Sinner si è trovato avanti 15-40, Popyrin ha prima provato con il serve and volley (e Sinner ha stretto troppo il passante) poi però ha pagato un errore di rovescio. Con quella di oggi fanno 50 vittorie consecutive contro giocatori fuori dalla top 50: «Cerco solo di dare il massimo – la risposta di Jannik -. Rispetto ogni giocatore ma cerco sempre di giocare il mio miglior tennis, se possibile. So che la classifica, alla fine, è solo un numero. Sento che tutti giocano ad alta intensità e con alta qualità. Quando gli avversari non hanno molto da perdere, sono un po’ più liberi: bisogna sempre rimanere molto, molto concentrati».

Poi l’analisi della partita: «Ho iniziato molto bene il primo set, non ho avuto molti problemi con il servizio. Poi ho faticato un po’. Ho sentito che lui ha alzato il livello, io ho sbagliato un paio di colpi piuttosto facili, ma può succedere. Ho perso un po’ il ritmo e la fiducia: ho solo cercato di andare fino in fondo, soprattutto sul 5-5. Lì lui ha commesso un paio di errori che mi hanno aiutato a ottenere il break decisivo. Ma sono comunque molto contento: bisogna trovare modi diversi per vincere le partite. Ovviamente ora dobbiamo puntare ad alzare il nostro livello». Per Sinner, domani, altro ostacolo ceco nei quarti di finale: Jannik se la vedrà contro Jakub Mensik, con cui non ci sono precedenti.