A mettere in guardia i cittadini era stato per primo il Ministero della Salute. L’insidioso raggiro, quindi, sta circolando ancora. Ecco come difendersi

Il Ministero della Salute aveva messo in guardia i cittadini già il 12 gennaio. Nelle ultime ore lo ha fatto anche la Polizia Postale. Passa dunque il tempo ma non l’allarme: quello di un’altra cybertruffa che sta insidiando gli utenti italiani. Al centro del raggiro, stavolta, la tessera sanitaria. O meglio: la presunta necessità di rinnovarla. Dunque con la scusa di non meglio precisate «verifiche, aggiornamenti o irregolarità» relative al documento – hanno scritto gli agenti –, tramite apposite email le vittime vengono spinte a cliccare su un link che «rimanda a una pagina web contraffatta, graficamente simile a siti istituzionali, nella quale viene richiesto l’inserimento di dati personali, bancari o credenziali di accesso».

Quali sono i rischi

Come evidente, si tratta di un tipico tentativo di phishing, meccanismo fraudolento che consiste nell’inviare alle vittime un messaggio contraffatto e, attraverso l’indebito utilizzo del nome e del logo del presunto mittente – banche, aziende, istituzioni –, convincerle a rivelare informazioni riservate o a compiere una determinata azione. Facile dunque immaginare le conseguenze sia sul portafoglio che sulla privacy a cui conduce riempire i campi vuoti presenti nel link malevolo. Un rischio che, chiaramente, aumenta a dismisura nel caso in cui la tessera sanitaria del destinatario sia davvero sul punto di scadere.



















































Come difendersi

Lo schema è senz’altro insidioso, ma c’è una buona notizia: per disinnescarlo basta tenere a mente che «il Ministero della Salute non invia email con link per il rinnovo della tessera sanitaria né richiede l’inserimento di dati personali tramite moduli online non istituzionali», come scritto il mese scorso dallo stesso dicastero presieduto da Orazio Schillaci. Anche perché «la nuova tessera viene inviata automaticamente alla scadenza». Altrettanto valide ma di carattere più generale le tre raccomandazioni fornite dalla Polizia Postale:

  • Non cliccare sui link contenuti nelle e-mail sospette
  • Non inserire dati personali o bancari su pagine web raggiunte tramite messaggi non verificati
  • Verificare sempre le informazioni esclusivamente attraverso i portali ufficiali

Il form online

Infine, come di consueto va ricordato che in caso di dubbi è comunque sempre possibile segnalare ogni comunicazione sospetta compilando l’apposito form online della stessa Polizia Postale. Inoltre, cliccando qui si può prendere visione della nostra guida sulle truffe telefoniche e online più diffuse: come riconoscerle e cosa fare per difendersi, evitando così pessime sorprese.

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18 febbraio 2026