di
Enrica Roddolo

Il sovrano danese, un anno dopo il cambio dello stemma reale per rimarcare il legame dell’isola fra i ghiacci, accolto dal premier groenlandese Jens-Frederik Nielsen

«E’ sempre bello tornare in Groenlandia. Grazie per il caloroso benvenuto». Firmato Sua Maestà il Re, Frederik X di Danimarca. Il figlio della regina Margrethe che tre anni fa ha abdicato, è atterrato oggi sull’isola fra i ghiacci al centro della contesa internazionale con il presidente Donald Trump. 

Accolto a Nuuk dal premier groenlandese Jens-Frederik Nielsen, il re ha pranzato alla Hans Egede house, storico edificio, il più antico del Paeser visto che risale al 1728, poi ha visitato una scuola, un’impresa e preso parte a un incontro al Katuaq Cultural Center. Domani sarà a Manitsoq a 150 chilometri dalla capitale, da dove poi si muoverà verso l’ Arctic training center dell’esercito danese a Kangerlussuaq. Niente neve di Milano Cortina, per ora, per re Frederik che resterà alcuni giorni in Groenlandia dove nel 2000 ha trascorso diversi mesi imparando anche la lingua locale. Senza dimenticare che ha dato nome groenlandese anche ai gemelli Vincent e Josephine. 



















































«Volare sopra il Paese e vedere il paesaggio che si dispiega davanti agli occhi mi toglie sempre il fiato», ha aggiunto il sovrano danese come primo commento di questa giornata sui ghiacci dell’Artico. E ha aggiunto di «non vedere l’ora di passare delle belle giornate a Nuuk, Manitsoq e Kangerlussuaq». 

Un anno fa era stato re Frederik X di Danimarca a mettere subito un punto netto nei rapporti di Copenaghen con la Groenlandia cambiando lo stemma reale. Alle prime avances di Donald Trump sul territorio parte del regno di Danimarca. All’inizio di questo 2026 era stato il fratello cadetto, il principe Joachim, a lanciare un nuovo segnale. 

Chiaro e inequivocabile: il principe aveva infatti incontrato a Washington alla vigilia del vertice oggi proprio sul caso Groenlandia, gli inviati del territorio che fa parte del Commonwealth danese. Il principe ha visto a Washington, presso la Greenland Representation to the US & Canada, la politica della Groenlandia Vivian Motzefeldt, ministro degli Esteri sin dal 2022 che ha ribadito: «La Groenlandia non vuole essere comprata, governata o parte degli Stati Uniti. Vogliamo la Groenlandia che conosciamo oggi – come parte del regno di Danimarca». 

I ministri degli Esteri di Groenlandia e della Danimarca, Lars Lokke Rasmussen, avevano poi incontrato il vice presidente JD Vance alla Casa Bianca dopo settimane di minacce da parte del presidente Trump determinato a prendere possesso del territorio fra i ghiacci, strategico per le risorse minerarie come per le rotte commerciali e per le logiche di difesa. Il fratello del re, a proposito di Difesa, dal 2023 è a Washington come attaché per la Difesa con un incarico fino al 2027. 

Intanto giorni fa il premier Jens-Frederik Nielsen a Monaco ha ribadito quanto «la situazione ancora preoccupi molto il popolo della Groenlandia. Potete solo immaginare, se la più grande potenza al mondo parla di annettere o acquistare il tuo Paese». Per aggiungere: «Molti hanno paura». 

Nel weekend la premier danese Mette Frederiksen – la stessa premier che tre anni fa aveva proclamato re Fredrerik X dal balcone dello storico palazzo reale di Christiansborg – aveva detto di ritenere che nonostante l’ammorbidimento della posizione americana (dopo Davos) il desiderio del presidente americano resti quello annunciato di prendere possesso dell’isola di ghiacci. E’ in questo quadro che la visita di Frederik X assume un valore diplomatico molto forte. Come quel cambio di stemma, un anno fa.

18 febbraio 2026 ( modifica il 18 febbraio 2026 | 19:41)