di
Dario Sautto
Ascoltato in procura il cardiologo ex responsabile del follow-up
Un kit di trasporto non completamente idoneo partito da Napoli e una fornitura di ghiaccio «sbagliato» fornita a Bolzano. Sono questi i due punti principali attorno ai quali si stanno sviluppando le indagini per ricostruire se ci siano stati errori e colpe nel trapianto di un cuore lesionato ad un bambino di due anni e tre mesi all’ospedale Monaldi di Napoli. Due ipotesi, quelle sulla mancata idoneità del contenitore e sull’utilizzo di ghiaccio secco, per le quali sono al lavoro due uffici inquirenti.
La Procura di Napoli (procuratore Nicola Gratteri, aggiunto Antonio Ricci, sostituto Giuseppe Tittaferrante) ha aperto un’inchiesta per lesioni colpose gravissime, iscrivendo nel registro degli indagati i nomi di sei tra chirurghi, medici e paramedici della struttura napoletana che hanno preso parte all’espianto del cuore sul donatore a Bolzano, al confezionamento dell’organo, al trasporto e al successivo trapianto avvenuto al Monaldi di Napoli.
Un secondo fascicolo, però, è stato aperto anche dalla Procura di Bolzano, in seguito alla denuncia presentata da Federconsumatori Napoli: il reato ipotizzato al momento contro ignoti è, invece, quello di responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario. Secondo la ricostruzione, un chirurgo e un infermiere sono partiti da Napoli dopo la chiamata arrivata il 22 dicembre scorso. Il 23 mattina, l’equipe napoletana ha partecipato all’espianto multi organo insieme ad altri ospedali. Proprio al termine dell’espianto del cuoricino dal piccolo donatore, però, sarebbe avvenuto qualcosa, che ora è al vaglio degli inquirenti.
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Per questo, i carabinieri del Nas di Napoli e i colleghi dello stesso reparto di Trento hanno effettuato una serie di acquisizioni di atti, documentazioni e cartelle cliniche. Nel corso degli accertamenti a Napoli, i militari guidati dal colonnello Alessandro Cisternino hanno sequestrato anche il box-frigo con il quale è stato trasporto il cuore da Bolzano a Napoli. Un contenitore in plastica, non di ultima generazione dal punto di vista tecnologico, ma che di per sé avrebbe ugualmente tenuto la temperatura di -4 gradi, in caso di utilizzo di ghiaccio tradizionale.
Secondo le prime ipotesi, però, dall’ospedale San Maurizio di Bolzano sarebbe stato fornito ghiaccio secco, che si stabilizza a -80 gradi e che, dunque, potrebbe aver fatto calare notevolmente la temperatura, di fatto danneggiando in parte le fibre del muscolo cardiaco, tanto da renderlo inutilizzabile.
Dunque, secondo quanto emerso finora, l’équipe napoletana non avrebbe mai potuto portare con sé il ghiaccio, che invece sarebbe stato fornito direttamente dall’ospedale San Maurizio di Bolzano, come previsto in questi casi. L’Azienda sanitaria dell’Alto Adige fa sapere che «collabora strettamente con le autorità e ribadisce piena fiducia nel loro operato. È nell’interesse di tutti portare al più presto piena luce sull’accaduto. In questo momento, l’Azienda sanitaria dell’Alto Adige comunque non rilascerà ulteriori dichiarazioni».
Intanto, nell’ambito delle indagini sul trapianto di cuore eseguito sul bimbo di due anni e tre mesi lo scorso 23 dicembre nell’ospedale Monaldi di Napoli, ieri mattina in Procura è stato ascoltato, come persona informata dei fatti, il cardiologo responsabile del follow-up post-trapianto. Il medico si è dimesso il 29 dicembre 2025, sei giorni dopo l’intervento di trapianto fallito a causa delle cattive condizioni dell’organo.
Sempre nella mattinata di ieri, gli avvocati Francesco Petruzzi e Angelo Riccio (che rappresentano la famiglia del bambino) sono stati ricevuti dal pubblico ministero, che ha valutato «prematura» la richiesta di incidente probatorio presentata nei giorni scorsi per valutare l’intero fascicolo medico acquisito nel corso delle primissime indagini.
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17 febbraio 2026 ( modifica il 18 febbraio 2026 | 09:09)
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