di
Gaia Piccardi

Le azzurre seconde nella staffetta. Per Fontana medaglia olimpica n. 14 e il mito Mangiarotti superato

È un’impresa a metà, peccato. Ad Arianna Fontana riesce il sorpasso sul totem del passato, Edoardo Mangiarotti, ma non sulla coreana che le sfugge via come un gatto in una staffetta persa e poi ripresa per il caschetto. Argento Italia davanti al Canada, e medaglia olimpica n.14 — record assoluto — per la fuoriclasse delle lame corte, che si butta tra le braccia del marito-coach Anthony prima di sciogliersi nella festa con le compagne.
È lo short track, baby. Elettrico, scivoloso e imprevedibile. Il rollerblade a zero gradi condanna ancora una volta Pietro Sighel all’eliminazione (nella semifinale dei 500 metri finisce stritolato dal gioco di squadra dei canadesi: la stella William Dandjinou sbrana la pista, lo scudiero Maxime Laoun entra in contatto con lui, sbilanciandolo, ma la scintilla è considerata concorso di colpa) e consegna il secondo argento della tournée milanese alla capitana, schierata in seconda frazione e non al lancio come nella mista. 

È la posizione in cui è stata studiata questa staffetta: si è preferito contare sull’esperienza nei metri di ghiaccio decisivi di un’atleta alla sesta Olimpiade, che non scende dal podio da quando era bambina. Torino 2006, la Seconda Repubblica era guidata da Romano Prodi e una biondina di Polaggia, frazione di Berbenno, Valtellina, prendeva in mano le pericolosissime operazioni dello short track nostrano. Ecco perché, a 54 giorni dal 36° compleanno, è più giusto considerare la medaglia di ieri un argento vinto, piuttosto che un oro perso.
Lei conferma: «Sono felice».
Fontana onora l’Olimpiade italiana con il terzo podio, il secondo di squadra dopo il trionfo nella staffetta mista, mentre Sighel non si presenta alla partenza della finale B dei 500. È troppo forte la delusione, la Federghiaccio lo difende in una nota: «Sempre penalizzato». L’Olanda regina in carica, trainata dalle sorelle Velzeboer (già due ori individuali per Xandra, la più forte delle due), è la squadra da battere. Ma le azzurre sono bellicose, entrano nello stadio indicando la patinoire, come per dire: siamo qui per restare. Betti al lancio parte con l’intenzione di tenere le rivali, si mette al traino di Olanda e Canada che fanno l’andatura, con la Corea impegnata in una temibile melina. Fontana, Sighel (Arianna, sorella di Pietro) e Confortola si alternano con Betti senza riuscire a scardinare l’equilibrio quando Velzeboer, oro a Pechino, parte per la tangente in curva, schiantandosi contro il materasso. È un urto potente: a Xandra salta via la visiera del caschetto. Arancia meccanica fuori gioco. Mancano tredici giri per completare 3 mila metri, un’enormità. L’Italia si desta, cambia marcia, insegue il Canada come se da questa rincorsa dipendesse la vita di noi tutti. L’omonima dell’atomica bionda, la sorella della premier Giorgia Meloni seduta tra Malagò presidente della Fondazione Milano Cortina e il ministro dello sport Abodi, scatta in piedi. Poi incontrerà le azzurre per una foto: «Serata emozionante, il record di Arianna mi dà la carica».



















































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Tutta la Milano Ice Skating Arena si protende verso il ghiaccio nel tentativo di spingere le ragazze, mentre Confortola con un guizzo supera e ci porta in testa, spinta da un boato assordante. Sembra fatta, c’è solo da gestire fino al traguardo. Sembra. Invece non è finita. La coreana sorniona, riemersa dalle retrovie, passa Fontana, che si lascia sorprendere. Il Canada di Boutin e Serault si accomoda al terzo posto, l’Olanda piange. C’è il brivido del video review: quindici telecamere vigilano sulla regolarità delle sportellate dello short track (Sighel incluso). Luce verde.
Non rimane che promettere alla Meloni una tutina azzurra e commentare la storia: «Dispiace per l’ultimo cambio davanti a un pubblico incredibile: non ho sentito la maledetta coreana arrivare da dietro — dice la primatista —. La stagione è stata lunga, c’è stato anche un infortunio. Non eravamo nella situazione migliore partendo quarte, ma siamo rimaste tranquille». Sei Wonder Woman di Olimpia, Arianna. «Sì, è vero: è la 14ª, ma soprattutto è un argento. Un sogno per tutte noi» .

19 febbraio 2026 ( modifica il 19 febbraio 2026 | 10:12)