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L’attore statunitense Peter Greene, celebre per i ruoli da antagonista in «Pulp Fiction» e «The Mask», è morto accidentalmente il 12 dicembre nel suo appartamento di Manhattan, secondo quanto stabilito dall’Ufficio del Chief Medical Examiner di New York City. Secondo la relazione del medico, la causa del decesso è stata una ferita da arma da fuoco alla regione ascellare sinistra con lesione dell’arteria brachiale, che ha provocato un’emorragia grave. L’ufficio che ha eseguito l’autopsia ha confermato al sito Deadline che la morte è stata classificata come «accidentale» non potendo parlare apertamente di suicidio.


APPROFONDIMENTI

Trovato morto nel suo appartamento

Greene, 66 anni, è stato trovato senza vita nel suo appartamento del Lower East Side dopo che un vicino aveva contattato il padrone di casa e la polizia per un controllo.

I residenti del palazzo hanno raccontato di aver sentito musica natalizia provenire dall’appartamento di Greene per diversi giorni consecutivi. Greene aveva parlato apertamente delle sue difficoltà passate con la dipendenza, sebbene fosse sobrio da almeno un paio d’anni al momento della morte.La carriera

Peter Greene si era costruito negli anni Novanta una solida reputazione come interprete di personaggi oscuri e disturbanti. Indimenticabile il ruolo di Zed, la guardia sadica e serial killer in «Pulp Fiction» di Quentin Tarantino (1994), così come quello del crudele gangster Dorian Tyrell in «The Mask – Da zero a mito» (1994), accanto a Jim Carrey e Cameron Diaz, considerato da molti il suo miglior lavoro. Nel corso della sua carriera ha lavorato con alcuni dei più importanti registi e attori di Hollywood, collezionando circa 95 crediti tra cinema e televisione. Tra i titoli più noti figurano anche «I soliti sospetti», «Trappola sulle Montagne Rocciose», «La moglie di un uomo ricco», «Fine della corsa», «Congiura mortale», «Laws of Gravity», «Clean», «Shaven», «Blue Streak» e «Training Day». Nato a Montclair, nel New Jersey, l’8 ottobre 1965, Peter Greene aveva avuto un’adolescenza segnata da grandi difficoltà. Fuggito di casa a 15 anni, aveva vissuto per strada a New York, cadendo nel vortice della droga, come raccontò in un’intervista alla rivista «Premier» nel 1996. Dopo un tentativo di suicidio nello stesso anno, aveva intrapreso un percorso di cura per superare le dipendenze.


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