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Leonard Berberi, inviato a Tolosa
Il colosso europeo ha chiuso il 2025 con 73,4 miliardi di euro di ricavi e un Ebit rettificato di 7,1 miliardi. Ma punta il dito contro i ritardi e i problemi dei propulsori Pratt & Whitney che frenano il mercato
Airbus, il colosso mondiale della costruzione di aeromobili, ha chiuso il 2025 con un utile record di 5,2 miliardi di euro, in rialzo del 23% rispetto all’anno precedente. Ma di fronte alla crescente domanda di aerei commerciali la società europea deve vedersela con la crisi dei motori (realizzati da altre aziende) che frena la produzione e le consegne, in particolare degli A320 e A321neo, gli esemplari più venduti. A dirlo sono i risultati finanziari annuali presentati nel quartier generale di Tolosa, in Francia.
«Il 2025 è stato un anno cruciale, caratterizzato da una domanda molto forte per i nostri prodotti e servizi in tutte le nostre attività, con risultati finanziari record e il raggiungimento di importanti traguardi strategici», commenta l’amministratore delegato di Airbus, Guillaume Faury. I ricavi complessivi ammontano a 73,4 miliardi di euro e l’Ebit rettificato a 7,1 miliardi. Il colosso europeo prevede di consegnare un numero record di 870 aerei commerciali nel 2026, in rialzo rispetto ai 793 dell’anno passato.
Airbus, spiega Faury, ha sofferto di una carenza “significativa” di motori forniti da Pratt & Whitney. E questo ha costretto l’azienda a una corsa frenetica per rispettare l’obiettivo di consegne dello scorso anno, peraltro limato al ribasso durante i mesi scorsi proprio per la mancanza dei propulsori che dal 2023 sono alle prese con ispezioni aggiuntive anche di 700 giorni che hanno azzoppato la flotta mondiale.
«Il mancato impegno di Pratt & Whitney nel fornire il numero di motori ordinati da Airbus sta influenzando negativamente le previsioni per quest’anno e la traiettoria di aumento della produzione», conferma Airbus in una nota. Non a caso continuano a vedersi, negli stabilimenti di Tolosa, i cosiddetti “glider” — cioè aerei privi di motori — per mantenere attive le linee di produzione. Il Corriere ne ha contati almeno una decina tra Airbus A320neo e A321neo.
Questo spiega anche perché le consegne del costruttore nel mese di gennaio sono scese al livello più basso registrato in qualsiasi mese dal 2020, segnando l’inizio d’anno più debole da almeno un decennio. Tutto questo mentre si assiste alla risalita di Boeing, il rivale statunitense, che è riuscita a consegnare il numero più alto di aerei dal 2018. Anche grazie all’assenza nei suoi velivoli dei motori problematici di Pratt & Whitney.
Airbus si prepara per questo a ricorrere alle vie legali nei confronti del produttore dei motori. “Non stanno rispettando il contratto”, dichiara Faury. “E sono molto frustrato dalla situazione”. Una mossa che si affiancherebbe alla causa legale miliardaria che le compagnie aeree (attraverso l’associazione internazionale che le rappresenta, la Iata) stanno pensando di intentare.
Quanto ai conti, Airbus ha riportato utili rettificati prima di interessi e imposte nel quarto trimestre pari a 2,98 miliardi di euro. I ricavi sono aumentati del 5% a 25,98 miliardi di euro. Nel quarto trimestre, l’utile operativo di Airbus Commercial, la divisione principale, è salito del 7% a 2,2 miliardi di euro, mentre gli utili della divisione Defense and Space sono quadruplicati a 378 milioni di euro. Per quest’anno il colosso europeo si aspetta un Ebit rettificato di circa 7,5 miliardi di euro quest’anno e intanto propone un dividendo di 3,2 euro ad azione per il 2025.
Il giorno prima Atr, joint venture paritetica Airbus-Leonardo, ha presentato i suoi dati del 2025. I ricavi sono stati pari a 1,2 miliardi di dollari di cui 538 milioni dai servizi ai clienti. Gli aerei consegnati sono stati 32, al di sotto degli obbiettivi. Il costruttore, che realizza velivoli turboprop per i collegamenti brevi e regional, ha ricevuto 60 ordini (50 netti).
19 febbraio 2026 ( modifica il 19 febbraio 2026 | 16:35)
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