La Commissione Ue indaga sul portale di ecommerce cinese per bambole sessuale pedopornografiche. Spagna, Inghilterra e California attaccano Grok e le immagini che ha creato «denudando» adulti e minori

Sembrano delle bambine, in camicia da notte. Bambole dal viso innocente, apparentemente innocue. Nella descrizione vengono però definite «sex toys»: sono in realtà bambole sessuali realistiche vendute a poco prezzo su Shein e che non sono passate inosservate. Il portale cinese dell’ecommerce è sotto indagine: la Commissione europea ha annunciato martedì che esaminerà gli annunci e l’intero sistema di vendita dell’app per capire se abbia preso provvedimenti per impedire la diffusione di prodotti illegali «compresi quelli che potrebbero costituire materiale pedopornografico». L’ennesimo provvedimento per tentare di arginare una nuova ondata di strumenti digitali  – dall’ecommerce a bassissimo costo all’intelligenza artificiale – che permettono la generazione e la circolazione di contenuti illegali a sfondo sessuale. Quasi un accerchiamento: da una parte all’altra dell’Atlantico le autorità sembrano non voler più ascoltare la retorica dei colossi della tecnologia che invocano la libertà di espressione, la deregolamentazione e le potenzialità che la spinta innovativa può avere se lasciata senza freni. Quei freni, ora, sono più urgenti che mai. 

Per «proteggere la salute mentale, la dignità e i diritti dei nostri figli e delle nostre figlie» – come ha dichiarato il primo ministro Pedro Sánchez – il governo spagnolo ha chiesto alla procura di aprire un’indagine sui principali social media: Instagram e Facebook (di proprietà di Meta), TikTok e X. L’obiettivo è capire se queste piattaforme abbiano commesso reati permettendo la proliferazione e la diffusione di materiale pedopornografico. Nonché la creazione di quel materiale, sfruttando i modelli di intelligenza artificiale generativa in esse integrate. La decisione del governo, che pochi giorni prima aveva annunciato di aver messo sul tavolo cinque provvedimenti sulla sicurezza digitale, che prevedono anche il divieto di accesso ai social per chi ha meno di 16 anni, è conseguenza diretta di una perizia. Qui veniva analizzata la «responsabilità penale di pratiche sempre più diffuse nell’ambiente digitale, come la generazione di contenuti sessuali e di abusi sessuali su minori attraverso deepfake e la manipolazione di immagini reali per crearne altre con contenuti sessuali espliciti, minando così la dignità delle vittime». Nella nuova ottica di dare più responsabilità ai proprietari delle piattaforme su ciò che avviene nei feed e nelle bacheche – un’altra delle misure allo studio del governo spagnolo – non sembra dunque essere più ammissibile una negligenza che «ostacola notevolmente l’individuazione e il perseguimento penale» di reati a sfondo sessuale. Perchè qui – sui social media – si stanno creando le nuove «reti che producono, condividono e monetizzano questi contenuti». 



















































Una delle piattaforme, in particolare, è sorvegliata speciale non solo in Spagna ma nell’intero continente. La Commissione europea ha avviato il mese scorso un’indagine sull’intelligenza artificiale generativa Grok di xAI, società di Elon Musk. Un modello che – per stessa intenzione esplicita di chi lo ha sviluppato – ha ben pochi limiti e regole. Sarcastica e “politicamente scorretta”, l’AI ha iniziato a diffondere su X immagini a sfondo sessuale, denudando donne, uomini ma anche minori su richiesta. Nonostante le proteste e la promessa dell’imprenditore di bloccare la funzionalità, Grok avrebbe continuato a spogliare persone non consenzienti pubblicamente su X. L’indagine della Commissione europea guarda a una violazione del suo regolamento, il Digital Services Act. Ma intanto il Garante per la privacy irlandese ha avviato un procedimento per possibile violazione di un altro regolamento, quello per la protezione dei dati personali. E ancora: la procuratrice della Repubblica francese Laure Beccau ha convocato il 20 aprile a Parigi sia Elon Musk sia l’ex ceo di X Linda Yaccarino dopo aver ordinato una perquisizione degli uffici della società. Qui i social sono stati definitivamente vietati ai minori di 15 anni: la legge è stata approvata. Parole dure erano arrivate nelle settimane precedenti anche dalla Gran Bretagna. L’Ofcom, l’autorità che regola le comunicazioni, ha paventato anche l’ipotesi di bloccare X in tutto il Paese. «Il contenuto che è stato diffuso è ripugnante. Non è solo un affronto alla società per bene, è illegale», ha dichiarato Liz Kendall, ministra della tecnologia mentre ribadiva il sostegno assoluto del governo al garante dei media.

E un’indagine è partita anche in «madre patria». Il procuratore generale della California, Rob Bonta, sta lavorando per creare un programma di responsabilità dedicato proprio al controllo dell’intelligenza artificiale. Ancora una volta, il protagonista è Grok, su cui Bonta sta già indagando. Anche dai suoi uffici è arrivata una lettera di diffida per xAI e per i contenuti a sfondo sessuale creati su adulti e minori. 

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19 febbraio 2026