2026-02-19 21:05:24
Veglia di preghiera e poi fiaccolata

Non è bastata la pioggia incessante a scoraggiare quanti sono accorsi stasera in piazza Duomo per la fiaccolata organizzata per il piccolo Domenico. Così Nola si è stretta attorno alla famiglia del bambino di due anni ricoverato al Monaldi di Napoli dopo il trapianto di un cuore danneggiato. In tanti, almeno trecento persone, si sono radunati in piazza per una fiaccolata di rinnovata speranza e poi in chiesa, nel duomo, dove hanno trovato riparo per sfuggire alla pioggia incessante. Con loro lo striscione con su scritto «Per il nostro guerriero» che avrebbe dovuto aprire il corteo apposto sull’altare, così come i palloncini rossi a forma di cuore, rimasti come segno silenzioso di speranza. Ed è così che quella che doveva essere solo una fiaccolata si è trasformata in una preghiera collettiva. La recita del rosario è culminata con la preghiera corale scritta appositamente per il piccolo e letta da tutti grazie ad un volantino consegnato all’inizio. I genitori di Domenico seduti in prima fila, con loro l’avvocato Francesco Petruzzi e il deputato Francesco Emilio Borrelli. Dopo la preghiera di nuovo in strada per il corteo composto da alcune decine di persone partito nonostante la pioggia, diretto verso la statua di San Paolino. Al termine della fiaccolata a parlare è l’avvocato Petruzzi: «Dobbiamo aspettare il parere del medico legale». L’ultima immagine è quella di mamma Patrizia che si allontana sotto la pioggia stringendo un palloncino rosso a forma di cuore.

2026-02-19 19:20:25
Tutti per il piccolo Domenico

In corso a Nola una celebrazione per Domenico. Presenti i genitori, la fiaccolata, a causa della pioggia, non si è potuta svolgere. 

2026-02-19 12:52:23
Atti su bimbo da Bolzano a Napoli, a breve nuovi indagati

È destinato a crescere il numero degli indagati nell’inchiesta sul bimbo di Napoli che ha subito un trapianto di cuore poi fallito a causa di una serie di errori medici. Secondo quanto si apprende, a Napoli arriveranno gli atti dell’inchiesta aperta a Bolzano dopo la denuncia presentata da Federconsumatori Napoli, in cui si ipotizza la responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario, al momento contro ignoti. Non si esclude che a breve gli inquirenti possano iscrivere nel registro degli indagati anche sanitari altoaltesini. L’attenzione si concentra sulla fornitura di ghiaccio. 

Secondo quanto finora emerso, pure dall’inchiesta interna del Monaldi, a Bolzano il contenitore destinato al trasporto del cuore espiantato sarebbe stato rabboccato con del ghiaccio secco invece che con quello tradizionale, causando il congelamento e il danneggiamento dell’organo. Al momento sono sei gli indagati a Napoli, tra medici e paramedici, ma dopo le valutazioni che verranno effettuate in base al materiale investigativo racconto nel capoluogo partenopeo e anche in Alto Adige, il numero potrebbe aumentare. I due uffici, che si stanno avvalendo rispettivamente del Nas di Napoli e di Trento, già da diverso tempo, infatti, si stanno coordinando per fare piena luce sulla vicenda del piccolo.

2026-02-19 12:10:13
Una preghiera per Domenico

«Il piccolo Domenico, che abbiamo imparato a conoscere tramite i mezzi di comunicazione, è una «parola» che Dio dice a tutti noi; i suoi due anni, la sua fragilità, si stanno rivelando una bomba, una «parola» che ammonisce, condanna i nostri individualismi, familiari, sociali, istituzionali, una parola che provoca ad una conversione, a un cambiamento di mentalità. Vogliamo tutti trarre una lezione di vita dalla vita del piccolo e fragile fratello; la vita di Domenico non è sciupata se ha prodotto e produce questo moto di cambiamento: «il dopo» non sarà più come «il prima».

Sono le parole di monsignor Pasquale Capasso, vicario generale della Diocesi di Nola, nel corso di un momento di preghiera presso la parrocchia Maria Santissima della Stella di Nola, per il piccolo Domenico, ricoverato all’ospedale Monaldi di Napoli, e la sua famiglia. C’erano i genitori e i fratelli del bambino. La comunità parrocchiale, guidata da don Raffaele Afiero, ha voluto far così sentire con forza il suo abbraccio di fraternità ai familiari. Monsignor Capasso ha portato alla comunità tutta l’abbraccio del vescovo Francesco Marino che, durante la liturgia del Mercoledì delle Ceneri, in Cattedrale, ha affidato al Signore la preghiera di tutta la comunità diocesana. Anche il sindaco di Nola, Andrea Ruggiero, ha preso parte alla celebrazione parrocchiale. «Ci ritroviamo questa sera per vivere questo momento di preghiera nato da un desiderio della famiglia del piccolo Domenico, espresso durante un incontro con don Raffaele. Vogliamo pregare per Domenico e la sua famiglia ma anche per tutti noi, perché in questo momento di dolore, possiamo sentire, insieme, con forza, la tenerezza di Dio Padre».

2026-02-19 12:09:17
Gli ispettori del ministero ancora a Napoli, poi a Bolzano

Sono ancora a Napoli gli ispettori che il ministro della Salute Orazio Schillaci ha inviato all’ospedale Monaldi per fare luce sulla vicenda del bambino che ha ricevuto un cuore danneggiato nel trasporto da Bolzano. Gli ispettori andranno poi a Bolzano. Secondo quanto si apprende ci vorranno almeno due o tre settimane prima che gli ispettori concludano il lavoro con la raccolta completa degli elementi che serviranno a elaborare il rapporto che sarà consegnato al ministro della Salute.

2026-02-19 10:39:01
Stasera a Nola una fiaccolata per Domenico

Una fiaccolata per il piccolo Domenico. Un momento di pregheria ma anche di condivisione per sostenere la famiglia in questo momento tra i più difficili. Proprio ieri il comitato di esperti ha espresso parere negativo ad un trapianto di cuore per il bimbo. La partenza della fiaccolata è alle ore 18.30, da piazza Duomo a Nola. È probabile che possa partecipare qualche membro della famiglia, originaria proprio di Nola, distrutta dall’attesa di un cuore, dalla scoperta che il cuore arrivato fosse stato danneggiato ed ora dalla conferma che il trapianto non potrà più essere effettuato. 

2026-02-19 10:31:18
L’audit del Monaldi, ‘quando il cuore è arrivato era un blocco di ghiaccio’

«All’apertura del contenitore termico risultava impossibile estrarre il secchiello contenente il cuore, completamente inglobato in un blocco di ghiaccio». Il freddo linguaggio burocratico dell’audit interno dell’azienda ospedaliera Monaldi certifica l’incredibile errore che ha danneggiato un cuore che avrebbe potuto salvare un bambino che ora lotta legato a un esilo filo per la sopravvivenza. Repubblica pubblica oggi i verbali dell’indagine interna compiuta dall’ospedale che tracciano le fasi dal trasporto fino ai concitati momenti in sala operatoria. Il cuore era congelato, ma «nonostante il forte sospetto di un grave danno da congelamento dell’organo, in assenza di alternative», visto che il cuore malato del piccolo era stato già espiantato, «si decideva di procedere ugualmente e con la massima rapidità all’impianto». Il cuore non riparte e dopo tre ore si decide di usare l’Ecmo, il macchinario extracorporeo che tiene in vita il bambino mentre «contestualmente veniva inoltrata la richiesta urgente per la disponibilità di un nuovo organo». Emerge anche un «deficit comunicativo procedurale»: il primario della Cardiochirurgia, Guido Oppido, poco prima della scoperta dell’organo gelato aveva già staccato il cuore del paziente ritenendo – secondo quanto scrive Repubblica – di aver avuto un via libera che nessuno dei membri dell’equipe ha detto di aver dato.

2026-02-19 10:30:55
L’intervista alla mamma

Se ha pianto lo ha fatto da sola, in silenzio, e con la dignità che fa di lei una grande donna. Se gli ha cantato una dolce ninna nanna accarezzandogli la fronte, con gli occhi pieni di lacrime, lo ha fatto sempre da sola. Patrizia Mercolino è l’icona della sofferenza e della solitudine di una mamma alla quale è stato appena detto che per il suo bel bambino, un delizioso “monello biondo” che ormai è entrato nei due anni e quattro mesi di vita, non ci sono più speranze. «Mio figlio è un leoncino. È un guerriero»: e di questa frase aveva fatto il suo mantra.

Monaldi, l’angoscia della madre: «Finché respira è vivo»

 

2026-02-19 10:29:51
L’intervista

2026-02-19 10:27:53
Monaldi, no al trapianto bis

Si chiama Domenico, ma noi dal primo giorno in cui ci siamo imbattuti nella sua triste storia lo abbiamo voluto chiamare Tommaso, per il rispetto che si deve a un minore e per garantire la riservatezza in questi casi imposta dalla Carta di Treviso. Qualcuno non ha capito, qualcun altro non ci ha seguiti su questa linea di rigore.  Oggi ormai tutti hanno svelato l’identità di questo povero bambino sfortunato: si chiama Domenico Mercolino, ha due anni e a breve quattro mesi di vita, è figlio di un operaio – papà Alfonso – e di una giovane mamma, Patrizia, che di coraggio ne ha avuto da vendere in questi ultimi mesi.

Monaldi, no al trapianto bis: il nuovo cuore va a un altro bimbo