Sinner sorpeso da Mensik, è fuori ai quarti di finale a Doha
(Marco Calabresi) La sofferenza di Carlos Alcaraz, salvo solo al terzo set contro il russo Karen Khachanov, doveva metterlo in guardia. Ma a Jannik Sinner è andata peggio: per il primo duello ufficiale del 2026 bisognerà eventualmente aspettare il Sunshine Double americano. Gli sceicchi dei Qatar, che hanno investito sui primi due giocatori del mondo anche oltre il montepremi, rimarranno delusi: sabato, se Carlos supererà Andrei Rublev, ancora una volta come a Melbourne in finale ci sarà soltanto uno dei due, e non sarà Sinner, battuto in tre set (7-6 2-6 6-3) dal ceco Jakub Mensik nel primo torneo di un periodo (tre mesi) in cui avrebbe soltanto da guadagnare vista la sospensione di un anno fa.
I demeriti di Jannik, che ci sono (il 61% di prime è ancora troppo poco, oltre ad alcuni errori in momenti chiave del match), vanno però mischiati con gli enormi meriti di un ragazzo del 2005 che lo scorso anno si fece conoscere al mondo vincendo il Masters 1000 di Miami battendo Djokovic e che giocando a un livello anche simile a questo entrerà presto tra i primi 10. Non si vincono dieci partite di fila (quattro a Auckland, tre all’Australian Open prima del forfait contro Djokovic e tre a Doha) per caso: per due ore e 12′, Jakub ha picchiato da ogni parte del campo, mostrando un atletismo fuori dal comune e sorprendendo Sinner anche oltre il fatto che i due non si erano mai trovati uno contro l’altro.
Le prime palle break della partita, quattro nello stesso game, le ha avute Sinner, che però non le ha trasformate, complice anche un Mensik nella sua migliore versione. Uno dei punti più belli del primo set (prodigioso recupero nel quinto game) se lo è conquistato Sinner, ma l’unica altra palla break l’ha avuta Mensik, che sul 30-40 fiutando l’occasionissima ha provato a forzare la risposta: non gli è rimasta in campo, Jannik ha ringraziato e con un passante di diritto ha sventato il pericolo. Il tiebreak è stato durissimo: Sinner è partito male (0-2), sul 4-3 per il suo avversario ha provato a uscire con la palla corta ma è stata una scelta frettolosa. Mensik, invece, con un rovescio lungolinea fulmineo ha chiuso 7-3 in un primo set in cui ha tenuto l’83% di prime in campo, contro il 62% di Sinner.
La partita avrebbe potuto prendere una brutta piega se Sinner non avesse annullato una palla break in apertura di secondo set: nel frattempo, la percentuale di prime di Mensik è scesa fino al 50% di fine set, ma è stato il sesto il game che ha fatto la differenza. Per andare 0-30, Jannik ha recuperato in maniera miracolosa una volée alta del ceco, che poi ci ha messo del suo con due doppi falli. E sempre a 0, Sinner ha strappato ancora il servizio a Mensik per il 6-2 che lo ha mandato a servire per primo nel terzo set.
Nel momento migliore, però, è arrivato il primo break della partita in favore del ceco, con un errore di diritto di Sinner, convinto di aver scollinato e di aver iniziato la discesa. Niente di tutto questo: preso il vantaggio, Mensik non lo ha più mollato senza concedere palle break. Spalle al muro sul 3-5 0-30, Jannik con due punti si è tenuto a galla, ma un altro rovescio dalla zona centrale ha dato il match point a Mensik, che sempre di rovescio ha attaccato il servizio di Sinner, per la vittoria più importante della sua carriera. «Non so onestamente come abbia fatto – il commento a caldo di Mensik -. Prima della partita ero consapevole delle qualità di Jannik, so quello che ha ottenuto nella sua giovane carriera. Ho giocato con una mentalità vincente, le condizioni diventavano sempre più lente (la partita è finita alla mezzanotte e mezza di Doha, ndr): è stata anche una battaglia mentale, ho perso un po’ di energie ma dopo il toilet break ho ricominciato a servire bene». Domani sarà lui a sfidare il francese Fils, e magari sabato anche Alcaraz. Per Sinner, invece, due tornei di fila senza giocare una finale: una notizia.