Il deficit nel settore delle merci ha raggiunto 1.241 miliardi di dollari, il 2,1% in più rispetto al 2024. Contando anche i servizi, il divario tra ciò che gli Usa vendono e ciò che acquistano è rimasto quasi invariato

Il deficit commerciale americano a dicembre è salito a 70,3 miliardi di dollari rispetto ai 53 miliardi di novembre. Le importazioni sono aumentate del 3,6% a 357,6 miliardi, mentre le esportazioni sono diminuite dell’1,7% a 287,3 miliardi. In particolare l’export verso il Canada è sceso ai minimi dal gennaio 2022. Il 2025 si è chiuso con un deficit commerciale di 901,5 miliardi, uno dei maggiori dagli anni ’60, in calo dello 0,2% rispetto all’anno precedente. Ma se guardiamo solo alla componente beni, il deficit è aumentato del 2,1% raggiungendo il massimo storico 1.241 miliardi di dollari nell’intero 2025, secondo i dati pubblicati giovedì dal Dipartimento del Commercio americano. L’effetto positivo dei dazi, auspicato dal presidente americano Donald Trump, sembra essere già svanito. Se in una prima fase il deficit sembrava in calo, i dati su anno dicono che non è andata davvero così. Almeno finora.

Un peggioramento che si spiega con un aumento delle importazioni superiore a quello delle esportazioni nell’arco dell’intero anno, nonostante l’introduzione delle tariffe. Tariffe che secondo Trump avrebbero dovuto riequilibrare gli scambi commerciali tra gli Stati Uniti e i suoi principali partner, in particolare gli scambi di beni. Dato che sui servizi la bilancia pende nettamente a favore degli Stati Uniti. Obiettivo che, nel primo anno di entrata in vigore dei dazi, non è stato raggiunto: nel 2025 infatti le importazioni di beni sono aumentate arrivando a 3.438 miliardi di dollari 



















































Unione europea, Cina e Messico sono le tre aree con cui gli Stati Uniti presentano il deficit commerciale più elevato, seguite da Vietnam e Taiwan. Nel caso dell’Ue, il deficit commerciale annuo degli Usa ha raggiunto i 218,8 miliardi di dollari ed è stato particolarmente concentrato negli scambi con quattro paesi: Germania, Francia, Irlanda e Italia. Al contrario, gli Stati Uniti hanno generato un surplus commerciale con i paesi del Benelux, principalmente con i Paesi Bassi. Al di fuori dell’Ue, lo stesso è avvenuto anche negli scambi con il Regno Unito.

19 febbraio 2026