di
Antonella Baccaro

Lunga la lista degli ex amici, tra i colleghi e all’interno di Fratelli d’Italia

È caccia al «traditore» in Rai, dopo che Paolo Petrecca ha accompagnato le sue dimissioni da Rai Sport, con un post su Instagram, recante una citazione del Vangelo, alludendo al fatto di essere stato scaricato

Chi lo ha incontrato ieri lo ha descritto furioso e incredulo: «Dopo tutto quello che ho fatto per loro! Non me lo merito…». Il fatto è che, a sentire le voci di corridoio quel profilo di apostolo infedele calza a parecchi.



















































Il primo indiziato è il suo mentore e massimo sponsor in Rai: l’amministratore delegato Giampaolo Rossi. A chi lo ha sentito, il manager avrebbe detto di essere stato accusato troppe volte di aver difeso Petrecca per finire ora tra i suoi nemici. E in effetti qualcuno ricorda quando, davanti alla prospettiva di uno sciopero della redazione sportiva nel primo giorno di campionato, l’anno scorso, proclamato da un’assemblea inferocita, Rossi avrebbe mandato il direttore a parlare con i consiglieri di destra nel cda per ricavarne l’appoggio. Petrecca riuscì nell’impresa, visto che il consiglio non lo dimissionò già sei mesi fa.

Ora però, dopo avergli chiesto un’assunzione di responsabilità, all’indomani della disastrosa telecronaca dei Giochi, anche Rossi deve aver gettato lo spugna. Ma attenzione: all’ad spetterà decidere la ricollocazione di Petrecca (lui vorrebbe una direzione importante, come le Relazioni internazionali o istituzionali). E forse dargli del traditore, sia pure tra le righe, non sarebbe prudente, visto che, dopo le dimissioni, l’ex direttore non può permetterselo.

Qualcuno dice che per individuare il profilo di chi ha scaricato Petrecca bisogna invece risalire lungo il filo che in Rai lega ogni vertice (nessuno escluso) a un partito. E quello di Petrecca è Fratelli d’Italia, che tramite il capogruppo in Vigilanza, Francesco Filini, porta fino a Arianna Meloni. Qui va ricordato che Petrecca, quando era direttore di RaiNews24, incurante delle critiche, ha assicurato un affaccio speciale nella rete alla premier e al partito. Malgrado ciò, all’ultima kermesse di Atreju non è stato invitato, il che ha fatto pensare che, passato a dirigere Rai Sport, fosse considerato poco decisivo.

E se il «traditore» andasse cercato tra quei colleghi cui Petrecca ha assicurato un posto al sole a Rai Sport e che nell’ora più buia lo avrebbero lasciato solo? Tra questi figurerebbe il vice Marco Lollobrigida, confermato nell’incarico da Petrecca, e ora nominato suo successore ad interim, e forse non solo. L’indiziato negherebbe l’addebito, puntando il dito altrove. E qualche sospetto ricade anche su Paolo Maggioni, il conduttore della Domenica sportiva che Petrecca ha portato da RaiNews allo Sport, regalandogli la gloria del video. Maggioni sarebbe tra quelli che hanno ritirato le firme: una scelta però fatta da quasi tutti i giornalisti impegnati nei Giochi.

In Rai intanto hanno già altro di cui occuparsi. Il problema più grosso potrebbe porsi nel caso in cui Gianmarco Chiocci, nei prossimi giorni, lasciasse il TgUno. A quel punto non si potrebbe assegnare alcun interim e partirebbe il gioco infernale delle direzioni. Dopo l’estate invece, potrebbe aprirsi una partita ancora più grossa. Si fanno sempre più serie le voci che vogliono la maggioranza decisa a nominare il cda che governerà la Rai dal 2027 in poi, prima della scadenza naturale dell’attuale e soprattutto prima delle prossime politiche. Per farlo, la maggioranza deve approvare la riforma della governance Rai che ha presentato, che prevede una durata del cda di cinque anni e la presidenza eletta a maggioranza.

È per questo che le recenti voci di dimissioni di Rossi paiono infondate. L’ad è destinato a restare almeno finché la riforma (su cui la maggioranza ancora litiga) non andrà in porto. Poi si vedrà.


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19 febbraio 2026