di
Rossella Burattino
L’attore racconta il suo primo impatto con la città del nord: «Dai 12 anni ho iniziato a venire in treno per trovare zio Corrado, spesso ad accoglierci c’era la nebbia, mai vista da noi»
L’ultima «scena» sembra uscita da uno dei suoi film. «Qualche mese fa ero a Milano per lavoro. Esco dall’hotel Principe di Savoia per andare in farmacia e un’auto rischia di investirmi: “Ahò ma che fate? Siete a Roma o cosa?”». La macchina si ferma, poi, inizia a seguirlo e si sente gridare: «Carlo! Carlo!». Dal finestrino posteriore spunta Tony Dallara: «Che bello vederti, sono un tuo grande fan». Verdone risponde stupefatto: «Tu sei il mio idolo a 45 giri». Si scambiano l’indirizzo con la promessa di rivedersi: «Il 16 gennaio scorso è scomparso. Mi è davvero dispiaciuto».
Quando parla di Milano, Carlo Verdone alterna affetto e stupore. Romano fino al midollo, non ha mai nascosto una certa fascinazione per quella che considera la città più europea d’Italia: «A me piace soprattutto d’autunno e d’inverno, quando il cielo è grigio e ci sono colori che a Roma non conosciamo». È una metropoli che sorprende chi arriva dal Tevere: «Capace di essere moderna e antica, in dialogo continuo tra grattacieli e palazzi d’epoca». Il suo è lo sguardo curioso di chi osserva i dettagli: «I Navigli sembrano un quadro impressionista».
Il legame con il capoluogo lombardo nasce presto. «Dai 12 anni ho iniziato a venire in treno con la mia famiglia per trovare zio Corrado, fratello di mamma». L’arrivo in stazione («sono un collezionista di trenini»), l’aria diversa («spesso ad accoglierci c’era la nebbia»), i ristoranti con le pareti in legno e l’odore di risotto: «Profumi che non corrispondono a quelli romani». La ama per l’eleganza e per la bellezza da scoprire ricordando «I limoni» di Eugenio Montale. Cortili ordinatissimi e verde nascosto nei palazzi liberty o nelle case di ringhiera: «I milanesi hanno cura anche dei più piccoli balconi, in qualsiasi quartiere abitino. Hanno un’estetica che nel resto d’Italia non esiste». Con i genitori veniva per le mostre importanti di Palazzo Reale e continua a farlo ancora oggi. «Saliva» al Nord per i locali più «strani» e per le promozioni dei film alla Terrazza Martini: «Non eri nessuno se la conferenza stampa non si svolgeva lì».
E non mancano ricordi non piacevoli. «Alla stazione Centrale un ubriaco mi ha inseguito con una bottiglia in mano… Ogni città ha i suoi problemi». La milanesità è una forma mentis. «Devi essere puntuale, concreto». Ma non esiste soltanto il rigore. Un momento goloso? «Pasticcini da Cova, adesso, però, devo stare attento ai trigliceridi». Inoltre, la cultura: «Qui il cabaret e la musica sono stati più raffinati. Penso a Giorgio Gaber, Enzo Jannacci, Cochi e Renato, al Derby. Mariangela Melato l’ho vista tante volte a teatro e Ornella Vanoni aveva una classe immensa».
Milano è stata anche il set di «Maledetto il giorno che t’ho incontrato», con Margherita Buy: «Ho girato al Castello Sforzesco, in Borgo Santo Spirito, alle Colonne di San Lorenzo, alle Varesine. Mi ha aiutato a deromanizzarmi». E se dovesse raccontarla oggi? «La vedrei nei contrasti tra centro e periferia, più frettolosa, con meno voglia di sorridere. Tutti camminano con la testa china e il cellulare in mano». Una città dove si cena alle 19.30 e si torna presto a casa. Eppure, aggiunge, «Milano resta un sacco bella».
Lunedì Verdone terrà una «lezione speciale» all’Istituto europeo di design: con Paolo Mereghetti e gli studenti di cinema parlerà di ironia come strumento per raccontare la realtà: «Adoro i ragazzi e dare loro consigli». Se non vivesse a Roma, non avrebbe dubbi: «Verrei qui. In un certo senso la sento casa». Il punto di contatto tra la sua romanità e la milanesità? «Guardare prima le persone, poi i luoghi».
rburattino@corriere.it
@rossella_burattino
Verdone sarà protagonista di «Benedetta ironia», lunedì 23 febbraio alle 18, allo Spazio Teatro dello IED in via P. Leoni 3. Un incontro di OffiCine-IED e IED Cinema in dialogo con il critico cinematografico del Corriere della Sera, Paolo Mereghetti. Ingresso gratuito (su prenotazione e fino a esaurimento posti) al link: https://www.ied.it/news/carlo-verdone-in-ied-milano-per-una-lezione-speciale
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20 febbraio 2026 ( modifica il 20 febbraio 2026 | 10:13)
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