Leonardo Maria Del Vecchio vuole un ulteriore 25% esercitando la prelazione. L’ipotesi di uno sconto rispetto al valore di 15 miliardi. Ma serve la risistemazione di Delfin per sbloccare l’eredità

Tutti gli eredi, ciascuno a suo modo suo, cercano di chiudere l’ultimo capitolo della successione di Leonardo Del Vecchio, impostare un nuovo assetto e una nuova governance. Il più attivo degli otto azionisti che hanno il 12,5% a testa della cassaforte è Leonardo Maria Del Vecchio, quarto figlio del fondatore di Luxottica, chief of strategy officer del colosso Essilorluxottica e presidente di Ray Ban. Il giovane imprenditore — che investe con la sua LMDV capital — ha inviato alla lussemburghese Delfin la proposta di rilevare il 12,5% a testa dei fratelli Luca e Paola, esercitando la prelazione, come previsto dallo statuto. Ma anche in questa nuova iniziativa ci vuole il consenso di tutti i fratelli. 

Il valore da record

Le quote (che pesano per il 25% di Delfin) ai valori di mercato delle partecipate (da Essilux a Covivio fino alle quote in Mps, Generali e Unicredit) varrebbero tra 14 e 15 miliardi. Anche se, secondo fonti, la transazione tra soci avverrebbe a valori più bassi, frutto di un negoziato. Leonardo Maria Del Vecchio «ha la volontà forte di sbloccare una situazione che si protrae da tre anni e vuole far rispettare le volontà del padre», hanno fatto filtrare ambienti vicini, dopo indiscrezioni di La Repubblica.



















































I contenziosi

In parallelo, proseguono le partite sul fronte legale. Si è ormai trasformata in procedimento al Tribunale di Milano, l’atto di citazione in cui Del Vecchio aveva chiamato in causa la madre Nicoletta Zampillo, Rocco Basilico (figlio della vedova di Leonardo Del Vecchio e di Paolo Basilico). La contestazione emersa nell’atto di inizio gennaio, riguardava la signora Zampillo che aveva rinunciato all’usufrutto deciso in suo favore nel testamento attribuendolo a Rocco Basilico. È un procedimento che si aggiunge alla decina di contenziosi.

La risistemazione di Delfin

Le ultime due mosse di Leonardo Maria Del Vecchio sono legate a doppio filo. L’atto di citazione per Leonardo Maria è stato anche «l’occasione per ricordare i tentativi da lui fatti per superare l’impasse», è scritto nel documento. Al centro della matassa c’è la risistemazione patrimoniale di Delfin, indispensabile per trovare i nuovi assetti. L’iniziativa è stata presa da Leonardo Maria Del Vecchio dopo che Luca e Paola avevano chiesto di trasferire le loro partecipazioni ciascuno in una holding personale per gestire meglio la loro tesoreria, come avviene nelle holding familiari. Da quanto emerge, non per vendere. L’operazione implica valori elevati che, dicono fonti vicine al dossier, se ci fosse una trattativa, sarebbe a sconto, secondo le prassi di mercato. La stessa richiesta a Delfin è stata inoltrata dalla sorella Marisa, nella quale Leonardo Maria ha un’alleata. Entrambi hanno accettato pienamente il testamento del padre. Nel caso potrebbe intervenire la stessa Delfin. È chiaro che in gioco c’è il completamento del passaggio generazionale.

20 febbraio 2026 ( modifica il 20 febbraio 2026 | 09:35)