di
Viviana Mazza

Il presidente Usa ha inaugurato il suo Board of Peace: «Mi sa che dobbiamo sorridere perché ci sia un buon accordo. Piace a tutti la musica?»

DALLA NOSTRA INVIATA
WASHINGTON – Il presidente è arrivato al «Donald J. Trump Institute of Peace» alle 8:59 del mattino, mentre all’interno suonava già la sua «playlist»: da Gloria di Umberto Tozzi (nella versione di Laura Branigan) su cui il presidente ha fatto il suo ingresso, a Bocelli e ai Guns N’ Roses. 

Nella sala circolare dominava l’azzurro, dalle tre file di tavolate a entrambi i lati del palco dove apparivano i nomi dei Paesi (membri e osservatori, mischiati insieme; l’Italia seduta tra Repubblica ceca e Israele), fino alle pareti tappezzate di scritte «Board of peace» e «Trump institute of peace» (il logo è un globo d’oro con gli Stati Uniti circondati da allori).



















































«Piace a tutti la musica?» ha chiesto Trump, posando per la foto di gruppo: «Mi sa che dobbiamo sorridere perché ci sia un buon accordo». Ad attendere ogni invitato, sul tavolo, c’era un cappellino rosso con la scritta Usa: il presidente della Fifa Gianni Infantino l’ha indossato subito, sorridendo e posando per le telecamere.

WASHINGTON, DC - FEBRUARY 19: President of FIFA Gianni Infantino holds up a USA hat as he attends the inaugural meeting of the Board of Peace at the Institute of Peace on February 19, 2026 in Washington, DC. Assembled to raise money for the rebuil...

Nel suo discorso Trump ha presentato uno per uno i capi di stato e di governo. Nel dare il benvenuto al presidente paraguaiano Santiago Pena, ne ha elogiato l’aspetto, e poi ha aggiunto: «Non mi piacciono gli uomini giovani attraenti, le donne sì»

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Del premier del Qatar Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, ha notato che gli serve «un buon pierre», perché benché sia «un grande leader», «dicono che siete malvagi». Della Romania (osservatore, ma c’era il presidente) ha elogiato gli immigrati in America (anche se migliaia rischiano di essere deportati secondo il Romania Journal). Ha fatto fatica a pronunciare il nome del leader uzbeko Shavkat Mirziyoyev: «Uno dei nomi più difficili», ma nel suo Paese «tutto va bene, non ci sono problemi».

«Dov’è Milei? Gli ho dato l’endorsement e adesso lo do a Orban — ha detto Trump a un certo punto — guarda, sono seduti uno accanto all’altro». Giunto il turno del re del Bahrein, Hamad bin Isa Al Khalifa, non è riuscito a individuarlo. «Dov’è?», ha ripetuto più volte. «È così ricco che può sedere dove vuole», ha dichiarato tra le risate dei presenti. 

Ha anche chiesto ad alcuni di alzarsi in piedi per celebrare accordi di pace. «Kosovo e Serbia! Non riesco a individuarlo. «Dov’è?» (si è alzata, vestita di bianco, la premier kosovara Vjoasa Omani Sandriu, seduta accanto alla ministra degli Esteri del Salvador Alexandra Hill Tinoco), «Congo e Ruanda!», «India e Pakistan!». E se non erano presenti, come il leader indiano, il presidente americano ha assicurato che stavano guardando via zoom. «Modi è molto eccitato»

Trump sembrava a tratti più consapevole degli assenti che dei presenti. Ha ribadito che vuole che Russia e Cina aderiscano, e ha ripetuto più tardi in aereo che ci sono Paesi che devono passare dall’iter parlamentare (non ha nominato esplicitamente l’Italia, ma l’ha fatto in passato). 

«La Norvegia ha annunciato che ospiterà il prossimo incontro. Speravo annunciassero che mi davano il Nobel», ha scherzato (Oslo ha precisato che ospiterà un incontro del comitato per gli aiuti palestinesi ma non si unirà al Board). Il presidente è rimasto poi ad ascoltare una ventina di interventi, tra cui Ali Shaath, il capo del comitato tecnocratico per Gaza, il presidente della Banca mondiale Ajay Banga, il miliardario Marc Rowan che ha mostrato i rendering della «nuova Gaza» fatta di via alberati e grattacieli, Tony Blair che ha definito la visione di Trump «la migliore e l’unica speranza per Gaza» (a quel punto le palpebre del presidente sembravano chiudersi un pochino). Dopo mezzogiorno, avendo firmati gli accordi per i fondi, Trump ha chiuso con un colpo di martelletto la seduta al suono di Ymca dei Village people.

20 febbraio 2026 ( modifica il 20 febbraio 2026 | 07:58)