di
Marco Bruna
Parla Phil Noble dell’agenzia Reuters, che si è appostato con una collega fuori dalla stazione di polizia dove ieri è stato interrogato l’ex principe Andrea Mountbatten-Windsor, legato al finanziere pedofilo Jeffrey Epstein. «Quando scatti una foto di qualcuno all’interno di un’automobile, è più una questione di fortuna che di giudizio»
Quello che un tempo chiamavano «Playboy Prince» passerà alla storia per quegli occhi spalancati, spiritati, impauriti. La sua immagine verrà accostata a quella di un uomo accasciato nei sedili posteriori dopo aver passato una giornata in custodia alle autorità inglesi nella stazione di Aylsham, nella contea di Norfolk, con l’accusa di abuso d’ufficio.
Quest’immagine folgorante nella sua drammaticità, catturata dal fotografo Phil Noble dell’agenzia Reuters, rimarrà per sempre legata allo scandalo di Jeffrey Epstein. Andrea nella sua Range Rover dopo una giornata nera per la Corona britannica: era dai tempi di Carlo I, nel 1647, che un reale non veniva arrestato.
L’ex principe – ottavo in linea di successione al trono, fratello minore di Carlo – è stato prelevato ieri mattina nella residenza di Sandringham. La sua abitazione e il Royal Lodge perquisiti. È stato sottoposto a dodici infinite ore di interrogatorio, durante le quali si è dovuto confrontare con accuse pesantissime: Andrea avrebbe inviato documenti governativi riservati al finanziere pedofilo Epstein, morto suicida in un carcere di New York nel 2019.
Così è nato lo scatto
Quando la notizia dell’arresto di Andrea Mountbatten-Windsor è stata diffusa ieri mattina, il fotografo Phil Noble, residente a Manchester, si è messo subito in macchina. Lo aspettava un viaggio di sei ore verso la contea di Norfolk.
Come spiega orgogliosamente Reuters, considerato che gli agenti della Thames Valley Police, che ha in carico la parte sud-est dell’Inghilterra, lo stavano interrogando, c’erano potenzialmente almeno venti stazioni di polizia dove Andrea poteva essere trattenuto. Grazie a una soffiata, Noble si è diretto alla stazione di polizia di Aylsham, un paesino di 5.504 abitanti, famoso per il suo antichissimo mercato. Ci troviamo a più di un’ora di macchina dalla residenza di Andrea.
Fuori dalla stazione non volava una mosca, anzi non stava succedendo niente, avrebbe spiegato Noble ai colleghi il giorno successivo. Con lui c’erano un paio di giornalisti, tra cui la reporter della Reuters Marissa Davison.
Sette ore dopo cala il buio. I giornalisti cominciano a perdere la speranza. Forse la soffiata era sbagliata e avevano fatto un buco nell’acqua. I due reporter della Reuters decidono così di prenotare due camere in un hotel lì vicino. Noble ripone la macchina fotografica e lascia la sua postazione per primo. Pochi minuti dopo arriva la chiamata della sua collega: due auto stanno uscendo.
«Noble corre indietro, giusto in tempo per vedere i due veicoli partire a gran velocità», spiega un articolo sul sito della Reuters. «Nella prima auto ci sono due poliziotti, così Noble punta la macchina fotografica e il flash verso l’auto dietro. Scatta sei foto in tutto: in due si vedono gli agenti, due sono vuote, una è sfuocata». La sesta, però, riesci a immortalare quel momento storico: per la prima volta un membro della famiglia reale di alto rango viene trattato come «un criminale comune».
L’immagine viene rilanciata subito sui media di tutto il mondo. Oggi è sulle prime pagine dei maggiori quotidiani.
«Una questione di fortuna»
L’esperienza e il talento non bastano, ha spiegato con grande signorilità Noble. «Quando scatti una foto di qualcuno all’interno di un’automobile, è più una questione di fortuna che di giudizio». L’espressione dell’ex principe gli è inizialmente sfuggita, ha aggiunto il fotografo. Ha ammesso di essere sollevato che si trattasse di lui. «Era un momento di giornalismo di cronaca vecchia scuola: un tizio viene arrestato, noi a chiederci chi potevamo chiamare per rintracciarlo».
I rapporti di Andrea con Jeffrey Epstein
La grande accusatrice dell’ex principe Andrea è Virginia Giuffre, morta suicida lo scorso aprile in Australia, dove viveva. La caduta inizia nel 2011, quando le amicizie del membro della famiglia reale attirano l’attenzione dei media. Proprio Giuffre, di cui lo scorso autunno è uscito postumo il memoir Nobody’s Girl, disse di essere stata obbligata ad avere un rapporto sessuale con lui. Passano otto anni. Nel 2019 Andrea rilascia un’intervista alla Bbc, nella quale nega di avere mai incontrato Virginia. Lei gli farà causa nel 2022.
Questo è uno tra i tanti passaggi del memoir di Giufre, scritto a quattro mani con la giornalista Amy Wallace, nel quale viene menzionato Andrea: «Quando arrivò il principe Andrea, Maxwell era più civettuola del solito. “Indovina quanti anni ha Jenna?” gli chiese, dopo avermi presentata (Jenna è Virginia Giuffre, ndr). Il duca di York, che allora aveva quarantun anni, azzeccò subito: diciassette. “Mia figlia è poco più giovane di te,” disse, per spiegare come aveva indovinato. Maxwell ribatté rapida con una delle sue solite battute: “Allora presto dovremo darla via.” Diversamente da come appare oggi – tarchiato, con i capelli bianchi e il doppio mento –, all’epoca il principe Andrea era ancora relativamente in forma, con corti capelli castani e occhi gioviali. Era stato a lungo noto come il playboy della famiglia reale e, da divorziato (lui e la moglie, Sarah Ferguson, detta “Fergie”, si erano separati nel 1996), non aveva rinunciato a quel ruolo. Quella sera indossava pantaloni eleganti e una camicia azzurra aperta sul collo, con polsini alla francese fissati con eleganti gemelli. Quando mi accorsi che Epstein lo chiamava “Andy”, iniziai anch’io a usare quel soprannome».
20 febbraio 2026 ( modifica il 20 febbraio 2026 | 14:45)
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