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Redazione Online e Valentina Iorio
La decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti boccia i dazi di Trump: 6 voti a favore e 3 contrari. La Ue: «Attendiamo che l’amministrazione Usa chiarisca quali misure intende adottare in risposta a tale sentenza»
La Corte Suprema degli Stati Uniti ha annullato i dazi imposti dal presidente Trump. Secondo la sentenza, i dazi non possono essere imposti con una legge prevista per le emergenze nazionali.
La sentenza ha avuto 6 voti a favore e 3 contrari.
Trump ha utilizzato i dazi – ovvero le tasse sui beni importati – come
strumento chiave di politica economica ed estera.
Secondo quanto previsto da Trump, i dazi avrebbero dovuto generare, nel prossimo decennio, migliaia di miliardi di dollari in entrate per gli Stati Uniti. Sebbene l’amministrazione Trump non fornisca dati sulla riscossione dal 14 dicembre, gli economisti del Penn-Wharton Budget Model hanno stimato venerdì che l’importo raccolto tramite i dazi basati sull’IEEPA (International Emergency Economic Powers Act) ammontasse a oltre 175 miliardi di dollari. È possibile che questa somma dovrà ora essere rimborsata.
La Costituzione degli Stati Uniti conferisce al Congresso, e non al presidente, l’autorità di emettere tasse e dazi. Trump ha però approvato i dazi senza l’approvazione del Congresso, definendoli «vitali per la sicurezza economica».
Trump aveva detto di avere un piano B in caso di sconfitta legale.
Il contenzioso presso la Corte Suprema era costituito da tre cause distinte, che sono state riunite ai fini della discussione orale. Una delle sfide è stata lanciata da un’azienda di giocattoli a conduzione familiare, la Learning Resources, che conta circa 500 dipendenti. Un’altra causa è stata presentata dal Liberty Justice Center, uno studio legale di interesse pubblico, per conto di un gruppo di piccole imprese, tra cui un distributore di vini chiamato VOS Selections. Il terzo caso è stato presentato da 12 stati degli Stati Uniti: Arizona, Colorado, Connecticut, Delaware, Illinois, Maine, Minnesota, Nevada, New Mexico, New York, Oregon e Vermont.
Il caso è arrivato alla Corte Suprema dopo che i tribunali di grado inferiore hanno stabilito che Trump aveva ecceduto la sua autorità imponendo tariffe ai sensi di una legge pensata per essere utilizzata solo in caso di emergenze nazionali. L’amministrazione Trump ha fatto ricorso al massimo organo giudiziario degli Stati Uniti dopo che la Corte d’appello degli Stati Uniti per il circuito federale e il giudice distrettuale statunitense con sede a Washington, Rudolph Contreras, si sono pronunciati contro di lui.
Bruxelles: «Attendiamo chiarezza dagli Usa»
«Prendiamo atto della sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti e la stiamo analizzando attentamente. Restiamo in stretto contatto con l’amministrazione statunitense per chiarire quali misure intende adottare in risposta a tale sentenza. Le imprese su entrambe le sponde dell’Atlantico dipendono dalla stabilità e dalla prevedibilità delle relazioni commerciali. Continuiamo quindi a sostenere tariffe basse e a lavorare per ridurle», dichiara un portavoce della Commissione Ue dopo la bocciatura dei dazi Usa da parte della Corte Suprema.
Il Parlamento Ue rinvia la ratifica
Il Parlamento europeo si prepara a rinviare il voto sulla possibile ratifica sull’intesa commerciale Usa-Ue previsto in Commissione Commercio
internazionale il 24 febbraio. Lo si apprende da fonti parlamentari.
La decisione, al momento al vaglio dei coordinatori dei gruppi, si sarebbe resa necessaria dopo la sentenza della Corte Suprema Usa sull’annullamento dei dazi voluti dal presidente Trump.
Rallenta la crescita, accelera l’inflazione
La crescita economica degli Stati Uniti intanto ha subito un rallentamento molto più marcato del previsto negli ultimi mesi del 2025, secondo le stime diffuse dal Dipartimento del Commercio. L’economia Usa è cresciuta a un tasso annuo dell’1,4% tra ottobre e dicembre, il dato più basso dal primo trimestre del 2025, ben al di sotto delle previsioni del 3%. Mentre l’inflazione ha accelerato più del previsto, qui l’articolo sui dati dell’economia americana.
Articolo in aggiornamento…
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20 febbraio 2026 ( modifica il 20 febbraio 2026 | 18:02)
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