di
Silvia Morosi

Una storia che in natura si sarebbe probabilmente conclusa nel peggiore dei modi è diventata un esempio di resilienza. E lui oggi è un fenomeno social

Una storia di tenerezza e rinascita che arriva dal Giappone e racconta come la natura sia paziente e resiliente. Il protagonista è Punch-kun, un piccolo macaco dello zoo di Ichikawa, nato nel luglio 2025 con un peso di 500 grammi e rifiutato dalla madre poco dopo, probabilmente provata dal primo parto e dal caldo estivo. 

In natura l’animale sarebbe stato condannato, ma è stato allevato dai custodi della struttura che, oltre a nutrirlo e tenerlo vicino ai suoni e agli odori del gruppo, gli hanno regalato un peluche per alleviare il peso dell’isolamento e regalargli un senso di protezione. Le scimmie iniziano ad aggrapparsi alla pelliccia della madre subito dopo la nascita per conforto e per sviluppare la muscolatura: poiché Punch non aveva questa opportunità, i guardiani dello zoo hanno utilizzato asciugamani arrotolati e vari pupazzi tra i quali Punch ha scelto quello di un orango.




















































Punch, il macaco rifiutato dopo la nascita, è cresciuto con una «mamma» peluche

«Il peso della prima nascita potrebbe essere stato un fattore determinante nell’abbandono. Dato che Punch era sano, lo abbiamo temporaneamente separato dal gruppo e abbiamo iniziato ad allattarlo a mano», ha raccontato Kosuke Shikano, uno dei custodi. «La pelliccia dell’animale di peluche è facile da afferrare e anche il suo aspetto che ricorda quello di una scimmia ha dato un senso di sicurezza al piccolo, che lo usava anche per dormire. Il pupazzo, insomma, è stato una sorta di una madre surrogata», ha concluso Shikano.

Dopo mesi di difficoltà, ora un altro macaco si è avvicinato e lo ha accolto, come si vede sul sito che segue le avventure del piccolo e grazie ai numerosi video e foto pubblicati sui social con l’hashtag (#TieniduroPunch). Secondo lo strumento di analisi dei social Meltwater, tra il 5 e il 13 febbraio sono stati pubblicati circa 37mila post e repost con l’hashtag. 

Punch, il macaco rifiutato dopo la nascita, è cresciuto con una «mamma» peluche

«Sono contento che la gente stia iniziando a conoscere Punch. La sua storia ha fatto anche crescere il numero di visitatori presso la nostra struttura», ha evidenziato Takashi Yasunaga, responsabile della divisione zoo e giardini botanici del Comune di Ichikawa e creatore dell’hashtag, parlando al “Mainichi Shimbun”. E, mentre si integra con gli altri macachi, inizialmente diffidenti, ed è arrivato a pesare circa due chilogrammi, Punch continua a tenere vicino il suo «amico» di stoffa. Non riesce ancora a mangiare abbastanza da solo, e spesso decide di trascorre del tempo da solo, lontano dal gruppo, ma sta gradualmente aumentando le sue interazioni con gli altri. In poco tempo la Rete ha riconosciuto nel pupazzo «DJUNGELSKOG», iconico orango di peluche firmato Ikea, oggetto d’arredo per le camerette dei più piccoli. E diversi team social della catena svedese hanno ripreso sui propri canali – cavalcando l’emozione del momento – la storia, rinominandolo simbolicamente il giocattolo «Mamá de Punch».

La storia del macaco Punch: rifiutato dopo la nascita, è cresciuto con una «mamma» di peluche

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20 febbraio 2026 ( modifica il 20 febbraio 2026 | 17:39)