Nella sconfitta contro Mensik, il numero due del mondo ha confermato una tendenza negativa che lo sta accompagnando da inizio anno

Luigi Ansaloni

20 febbraio 2026 (modifica alle 12:46) – MILANO

Dodici palle break convertite su 51(!) negli ultimi cinque match, soltanto 31 su 91 nel 2026. Una percentuale del 34%, davvero misera se si parla di Jannik Sinner, un marziano sotto questo punto di vista. Eppure quest’anno il numero due del mondo sembra non riuscire a performare sotto pressione come ci ha abituati negli ultimi due anni. Momenti che capitano, certo, è successo a tutti i grandi del tennis di avere dei passaggi a vuoto dal punto di vista fisico e mentale, ma di certo quello che sta accadendo a Jannik in questo inizio di 2026 non è da lui.

Le palle break—  

La percentuale di conversione delle palle break del quattro volte vincitore slam è un segno, tangibile, che l’italiano non è centrato come nei giorni migliori. Nel primo set della partita persa ieri sera contro Jakub Mensik, i quarti di finale dell’Atp 500 di Doha (seconda sconfitta dell’anno dopo quella contro Djokovic in Australia), Sinner non ha convertito nessuna della quattro palle break avute a disposizione, tutte nel terzo gioco, con l’altoatesino avanti addirittura 0-40. Nel secondo set il numero due del mondo ha sfruttato entrambe le palle break avute a disposizione, sul 3-2 e sul 5-2, per poi non prendersi l’unica occasione nel set decisivo per controbrekkare immediatamente il ceco nel secondo gioco. Certo, non facile togliere il servizio a un avversario che batte a oltre 210 chilometri orari come velocità di crociera, ma Sinner ci ha abituati a questo e altro.

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i numeri—  

In generale sembra una tendenza già vista agli Australian Open, da parte di Jannik, di non riuscire a convertire le palle break. Nella celebre semifinale contro Novak Djokovic furono addirittura sedici le occasioni non sfruttate, di cui ben otto nel quinto e decisivo set. Allargando lo sguardo, nel 2026 Sinner ha un tasso di conversione del 34% circa, contro il 44,6% del 2025, il 42,3% del 2024 e il 41,9% del 2023. Statistiche certamente che denotano una difficoltà, di sicuro momentanea, di un campione assoluto in una fase della sua carriera dove col suo team sta provando, come ha ammesso lui stesso, a cambiare in parte il suo gioco. Bisogna solo avere pazienza, e Sinner merita questo e altro.